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Autorità finanziaria inglese investiga 24 aziende di criptovalute

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L’FCA del Regno Unito condurrà indagini su 24 società del settore delle criptovalute. Uno sforzo atto a garantire che si astengano da manipolazioni dei prezzi e rispettino le normative e la protezione degli investitori.

I dettagli

Citywire, media con sede a Londra, ha riferito venerdì che la Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha annunciato di aver avviato un’indagine. L’indagine in questione riguarda ben 24 società del settore delle criptovalute a causa di una potenziale manipolazione dei prezzi di diversi token. In risposta a una richiesta formulata dalla società di revisione e consulenza Moore Stephens ai sensi del Freedom of Information Act del Regno Unito, la FCA ha dichiarato:

“Se concludiamo che si tratta di attività che richiedono l’autorizzazione della FCA, allora possiamo indagare e agire. Questo identificando e determinando le questioni più gravi che rappresentano il rischio maggiore per i consumatori.”

La FCA ha aggiunto che quest’anno sono state finora ricevute informazioni da sette informatori. Le informazioni in question riguardano le attività delle società del settore. I nomi delle società oggetto dell’inchiesta devono ancora essere divulgati. Sebbene la FCA non sia tenuta a regolamentare le criptovalute, l’agenzia continuerà ad intervenire. Non è ancora chiaro quali azioni la FCA possa intraprendere contro le imprese che hanno commesso un reato. Queste potrebbero includere la pubblicazione di un avvertimento riguardo una specifica criptovaluta, persona o impresa sul sito web della FCA. Se il presunto comportamento scorretto è sufficientemente grave, l’AFC potrebbe arrivare al congelamento dei beni o alla formulazione di accuse penali.

Conclusione

Non è la prima volta che l’AFC indaga sulle criptovalute. Nel settembre e novembre del 2017, l’FCA ha pubblicato rapporti per i consumatori che mettevano in guardia contro i pericoli di investire rispettivamente in ICO e CFD di criptovalute. I regolamentatori ora si trovano tra le mani molto lavoro dopo quanto è accaduto nel lungo periodo di anarchia nel settore. Infatti sono numerose le azioni che vengono intraprese nei vari stati. In Corea del sud gli ICO sono stati completamente vietati, in Cina oltre a questi anche gli exchange di criptovalute stessi. Il Giappone ha spinto severe richieste per quanto agli exchange. Ma questo non è visto tanto di cattivo occhio dalle imprese del settore, basti pensare a come recentemente gli exchange europei hanno chiesto più regolamentazione per sfuggire finalmente all’incertezza.

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