Avvocati di Washington DC potrebbero accettare pagamenti in criptovaluta

L’Ordine degli avvocati del Distretto di Columbia Bar è a favore degli avvocati che accettano le criptovalute come pagamento per i servizi legali, a condizione che l’accordo sia equo e che l’avvocato possa salvaguardare la moneta

Le prime tre giurisdizioni favorevoli sono stati i Bar del Nebraska, del North Carolina e di New York City.
Washington DC è la quarta giurisdizione a consentire pagamenti in cripto per i servizi legali

Secondo l’Ordine degli avvocati del Distretto di Columbia (District of Columbia Bar), gli avvocati con sede a Washington DC possono optare per i pagamenti in criptovaluta per i servizi legali; a condizione che l’onorario sia equo, ragionevole e che l’avvocato sia in grado di salvaguardare la proprietà virtuale.

Il comitato di etica dell’ordine degli avvocati ha dichiarato che “gli avvocati non possono rinviare il cambiamento neanche se volessero, e la criptovaluta è sempre più accolta come metodo di pagamento dai venditori e fornitori di servizi, compresi gli avvocati”.

Il comitato riconosce anche la natura volatile delle criptomonete e aggiunge che l’onorario tra il cliente e l’avvocato deve essere concordato nel momento in cui si stipula l’accordo tra le parti.

Da notare che ai fini fiscali l’IRS considera la criptovaluta come una proprietà e non come una valuta. L’Agenzia del fisco USA ha convenuto infatti che il pagamento delle tasse sulle criptovalute “è più simile al pagamento in proprietà che al pagamento in valuta”.

Sembra che ci sia stato un aumento degli studi legali che accettano criptomonete come metodo di pagamento, nonostante i mercati delle criptovalute siano notoriamente a rischio volatilità. I Bar del Nebraska, North Carolina e New York City, hanno espresso un parere favorevole all’accettazione delle criptomonete come forma di pagamento.

Nell’opinione dell’Ordine degli avvocati di Washington DC si tiene conto che, sebbene le regole etiche richiedano che gli onorari degli avvocati debbano essere ragionevoli, non precludono l’accettazione come pagamento di “asset potenzialmente volatili”. La valutazione indica come esempi simili i pagamenti in azioni societarie, in proprietà e appunto in criptovaluta.

Gli avvocati che accettano un acconto in criptomoneta devono rispettare la regola etica 1.8(a), che stabilisce che ci deve essere un accordo ragionevole con termini da stabilire per iscritto e che sia giusto nei confronti del cliente.

Nel parere si afferma che questa regola non si applica al pagamento di commissioni già guadagnate.

Quando sono coinvolti asset volatili come la criptovaluta, c’è una ulteriore enfasi sulla correttezza dell’accordo nei confronti del cliente. L’equità dell’accordo deve essere valutata al momento della firma e non si verifica nessuna violazione etica se eventi futuri, fuori del controllo dell’avvocato, fanno sembrare l’onorario irragionevole.

Gli avvocati che meditano di accettare pagamenti in criptomoneta per futuri lavori devono capire come funziona la tecnologia per proteggere la proprietà digitale del cliente. Devono sapere come lavorare con, e salvaguardarsi contro i numerosi modi attraverso cui la criptovaluta può essere rubata o persa.