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Bitcoin futures. Così la criptovaluta entra in borsa

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Le criptovalute sono diventate un grosso affare e anche i traders del mercato regolato tradizionale vogliono un ruolo da protagonisti. I Bitcoin futures sono la porta d’accesso a un campo da gioco che vale 120 miliardi di dollari ed è in crescita costante. CME Group e CBOE sono le società del mercato finanziario americano che hanno progettato strumenti finanziari in grado di soddisfare la richiesta.

Grazie ai Bitcoin futures i traders potranno comprare e vendere una certa quantità di bitcoin determinata, attraverso contratti a data futura. Le regole saranno le stesse dei commodity futures e dei financial futures. Ma le regole sono al momento anche il limite, perché lo strumento derivato è al vaglio delle autorità governative americane.

Come funziona un contratto Bitcoin futures

Un contratto Bitcoin futures sarà liquidato basandosi sul CME CF Bitcoin Reference Rate (BRR), il “metro” messo a punto da CME Group e Crypto Facilities per standardizzare il prezzo del bitcoin in dollaro USA. Il “metro” è stato progettato seguendo i principi dei benchmarks finanziari IOSCO. Esso si basa sui prezzi del bitcoin praticati dagli exchange di criptovalute Bitstamp, GDAX, itBit e Kraken. Per stabilire il valore dei contratti si far riferimento alle ore 4:00 p.m. di Londra.

Il BRR è affiancato dal BRTI (CME CF Bitcoin Real Time Index), entrambe lanciati il 14 novembre 2016. Il BRTI fornisce il prezzo istantaneo del bitcoin, in riferimento al dollaro USA.

Quando saranno disponibili i Bitcoin futures?

Come accennato in apertura lo strumento derivato ha bisogno di essere approvato dalle autorità governative americane. Il CFTC è l’autorità governativa che regola il mercato americano dei futures e al momento non si è ancora espressa. Ma non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale della SEC, l’ente federale statunitense che vigila sulle borse valori.

Le società finanziarie necessitano di alcuni requisiti per poter fornire Bitcoin futures ai clienti, devono ottenere dal CFTC una doppia autorizzazione:

  • lo status di Swap Execution Facility (SEF), necessario per poter intraprendere attività di negoziazione in borsa;
  • lo status di Derivatives Clearing Organization (DCO), necessario perché una società possa fornire i futures ai clienti.

Quali società forniranno i Bitcoin futures?

Il primo annuncio è arrivato agli inizi di agosto 2017 da parte del  Chicago Board Options Exchange (CBOE) che ha stipulato un accordo con l’exchange di bitcoin Gemini.

Il secondo annuncio è arrivato il 31 ottobre 2017 dal CME Group, la più grande società di mercato del mondo che gestisce i maggiori mercati americani: Chicago Mercantile Exchange, Chicago Board of Trade, New York Mercantile Exchange, Kansas City Board of Trade e una parte dell’indice Dow Jones.

I Bitcoin Futures sono solo l’inizio

L’approvazione dei Bitcoin futures sarà solo l’inizio. In futuro potrebbe essere possibile un fondo di scambio di Bitcoin (ETF). In realtà un tentativo c’è già stato agli inizi del 2017, ma la SEC ha respinto il tentativo di registrare l’ETF, riservandosi la possibilità di rilasciare l’autorizzazione se dovessero nascere mercati futures regolamentati.

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