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Cittadino russo condannato a 5 anni per riciclaggio di criptovalute

Secondo il tribunale di Parigi Alexander Vinnik era a capo dell’exchange illegale di criptovalute BTC-e, che ha riciclato 4 miliardi di dollari

Alexander Vinnik esperto informatico russo, ieri è stato condannato da un tribunale di Parigi a 5 anni di prigione, come riporta un corrispondente di Novaya Gazeta. Vinnik è stato giudicato colpevole di riciclaggio di denaro sporco e dovrà pagare una multa da 100 mila euro (124.000 dollari), oltre alla confisca di oggetti di valore, per il ruolo svolto in BTC-e, un exchange di criptovalute russo illegale che ha riciclato circa 4 miliardi di USD.

Vinnik, 41 anni, è balzato agli onori della cronaca nel luglio 2017 a seguito del suo arresto in Grecia con un mandato internazionale USA. Poco dopo l’avvio delle procedure di estrazione da parte degli USA, anche la Russia ha presentato una richiesta di estradizione, basata sul caso della mancata consegna delle attrezzature alla società Vosstroykomlit. L’ufficio del Procuratore generale russo ha affermato che Vinnik ha contattato le autorità russe ed ha confessato gli attacchi degli hacker nel marzo e aprile del 2018 e il riciclaggio di denaro.

Nel luglio del 2018, la Procura di Parigi ha accusato Vinnik di estorsione, riciclaggio di denaro e frode informatica e le autorità francesi hanno emesso un mandato di arresto europeo. Il tribunale greco ha scelto di estradare Vinnik in Francia ad inizio anno dove il processo è iniziato a settembre.

La procura di Parigi aveva inizialmente chiesto una condanna a 10 anni e una multa di 750 mila euro (910.000 USD), ma delle 14 accuse inizialmente mosse contro Vinnik, tutte tranne una sono decadute secondo l’avvocato difensore di Vinnik, Frédéric Bélot.

Tra le varie accuse decadute quella del coinvolgimento di Vinnik negli attacchi informatici di Locky. Locky è un software maligno che, una volta consegnato via e-mail, cripta i dati su un computer e richiede un riscatto in Bitcoin. Secondo l’indagine francese 200 persone e aziende in Francia sono state colpite dal virus, ma Vinnik ha dichiarato al processo che non ha nulla a che fare con l’attacco.

Vinnik ha anche negato di aver avuto un ruolo di leadership in BTC-e, sostenendo di essere stato solo un consulente tecnico, nonostante, secondo quanto riferito, ricevesse uno stipendio di 10 mila euro al mese. L’exchange ha sospeso le attività dopo l’arresto di Vinnik, e i server del sito collocati negli USA sono stati sequestrati dall’FBI.

La difesa ha 10 giorni di tempo per appellarsi al verdetto, cosa che Bélot ha detto che “molto probabilmente” farà. Vinnik è attualmente detenuto nella prigione di La Santé a Parigi dove, a causa delle restrizioni sanitarie è in isolamento, e gli sono consentite solo le visite dei suoi avvocati e di un sacerdote ortodosso.

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