Coinbase Sospende Servizi Ethereum Classic per via di un Attacco 51%

Coinbase ha sospeso i prelievi e i depositi di Ethereum Classic (ETC). Questo a causa di una serie di inversioni di transazioni sulla blockchain di ETC.

Ethereum classic ha visto centinaia di blocchi “riorganizzati” durante un potenziale attacco 51% la scorsa domenica, almeno questo è quanto affermato da due diversi block explorer: Bitfly (Etherchain) e Blockscout. L’exchange ha dichiarato in un post sul blog ufficiale che ha rilevato la doppia spesa di circa 88.500 ETC (per un totale di oltre 401.000€).

Coinness ha riferito lunedì che un analista interno aveva rilevato un hashrate anomalo (o potenza di calcolo) in un singolo mining pool, potenziale causa di riorganizzazioni di massa (reorgs) di blocchi minati. Anche se inizialmente confutato su Twitter dai principali sostenitori di Ethereum classic, l’account ufficiale ha ora confermato le preoccupazioni con il seguente tweet:

“Ora stiamo lavorando con Slow Mist e molti altri nella comunità delle cripto. Raccomandiamo di aumentare significativamente i tempi di conferma in scambi e pool”.

SlowMist, una società di sicurezza con sede in Cina, ha allertato gli utenti dell’attività anomala verificatasi sulla blockchain di Ethereum Classic lunedì mattina, affermando che il suo team stava cercando di rintracciare l’origine dell’attacco.

Recenti rapporti di Coinness hanno dichiarato che “certe anomalie” sono state rilevate nel hashrate di un ETC mining pool privato.

La durata dell’attacco sembra essere in discussione. Blockscout ha riferito che le riorganizzazioni dei blocchi sono avvenute alle 02:00 UTC e alle 05:00 UTC lunedì, mentre Bitfly ha twittato alle 17:00 UTC che l’attacco era potenzialmente “in corso.” Nella sua nota, Coinbase ha scritto che “gli attacchi sono in corso.”

Andrew Cravenho, responsabile del progetto Blockscout, ha confermato che sebbene l’ultimo attacco registrato sia avvenuto 14 ore fa, la rete è costantemente “fluttuante e le persone cambiano sempre l’occupazione del loro hashrate.”

Cravenho ha anche notato che la riorganizzazione potrebbe essere iniziata prima di essere notata da Blockscout. Coinbase ha dichiarato con un post sul proprio blog di aver notato la riorganizzazione il 5 gennaio, due giorni prima dell’inizio di altri rapporti.

E sebbene ribadisca a CoinDesk che effettivamente “un’enorme riorganizzazione c’è stata” sulla blockchain di Ethereum classic, la spiegazione di Cravenho dell’evento come attacco del 51% non è ampiamente condivisa.

In un’e-mail a CoinDesk Cody Burns, advisor di sviluppo di ETC, ha detto che l’attività non poteva essere etichettata come un attacco 51%, ma piuttosto come “un attacco di mining egoistico” causato da un fenomeno di client-local.

Ha aggiunto che “l’intera rete Ethereum [Classic] non si ‘riorganizza’ simultaneamente. Sarebbe più probabile che qualcuno abbia scoperto tutti i nodi ETC di Coinbase e li abbia ‘circondati.'”

Tuttavia, Burns ha suggerito in un’e-mail a CoinDesk che, indipendentemente dall’origine della situazione, le aziende che forniscono servizi per ethereum classic dovrebbero adottare misure per proteggere i loro utenti.

“La migliore linea d’azione è per le aziende e gli exchange che utilizzano qualsiasi blockchain basata sul ETC è quella di aumentare il numero di blocchi di conferma a più di 400 blocchi,” ha scritto.

In risposta alla riorganizzazione dei blocchi, Kraken ha annunciato in un rapporto sull’accaduto che informa dell’aumento del numero di conferme necessarie per i depositi ETC.

Poloniex ha annunciato la disabilitazione dei portafogli ETC, e attualmente non ha stabilito una data per la loro riattivazione.

L’account Twitter di Ethereum classic ha sostenuto che l’eccessivo hashrate può essere causato dal cripto miner Linzhi, che ha confermato che stava testando nuove macchine con un hashrate 1.400Mh/s.

Wolfgang Spraul, direttore delle operazioni, Wolfgang Spraul ha respinto tali accuse, dicendo: “Neghiamo categoricamente tali affermazioni, sono del tutto infondate e potrebbero essere parte dell’attacco stesso”.

L’azienda non ha ancora lanciato il suo primo prodotto, ha detto, aggiungendo:

“Se volessimo testare i nostri ASIC, non lo faremmo mai su nessuna rete principale, lo faremmo su un testnet o su una rete privata. Molto probabilmente inviteremmo figure dell’industria indipendente come David Vorick o Anthony Lusardi ad osservare ciò che stiamo facendo.”