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Comprare una lattina di Coca-Cola con bitcoin in Australia e Nuova Zelanda

I distributori automatici dotati di QR Code accettano i pagamenti in criptovaluta. Tutto ciò che i consumatori devono fare è scansionare il codice con la fotocamera dello smartphone.

Distributore di Coca-Cola
I distributori di Coca-Cola Amatil accettano bitcoin e altre criptovalute

Coca-Cola Amatil (CCA), uno dei maggiori imbottigliatori di bevande analcoliche dell’Asia Pacifico, permette ai consumatori dell’Australia e della Nuova Zelanda di pagare le lattine usando criptomoneta. Ciò è stato reso possibile da un accordo firmato tra il gigante delle bevande e Centrapay, una piattaforma di asset digitali.

Grazie all’applicazione Sylo smart wallet, i consumatori possono recarsi presso uno dei duemila distributori automatici Amatil e scansionare il QR code di pagamento posto sui distributori. Questo processo consentirà al distributore di accettare pagamenti in criptovalute.

CCA ha spiegato di aver sviluppato l’infrastruttura per abilitare i crypto wallet alcuni anni fa. L’applicazione originale dei QR code era per i clienti Alipay e WeChat pay.

Vogliamo essere sicuri che i clienti possano effettuare transazioni con noi usando la loro moneta preferita, quindi per noi accettare gli asset digitali è il passo successivo, dato che le criptomonete diventano sempre più popolari”, ha riferito un portavoce di CCA.

Questa nuova opzione di pagamento è considerata da molti un vantaggio, poiché aiuta nel ridurre la necessità di toccare il distributore automatico, risolvendo quindi i problemi di igiene presentati dalla pandemia da Covid-19 agli utenti, i quali sono più restii a toccare il distributore per effettuare l’acquisto.

Jerome Faury, CEO di Centrapay, ha spiegato che cercano il modo di garantire ai consumatori un maggior controllo sui propri dati e sulla propria identità.

“In Centrapay, lavoriamo per creare un futuro in cui le persone abbiano il controllo dei propri dati e della propria identità digitale. I Marchi possono connettersi direttamente e eticamente con le persone, dando loro la possibilità di prendere la giusta decisione d’acquisto, sostenendo allo stesso tempo i loro partner di distribuzione al dettaglio e altri partner di distribuzione”, ha detto Faury.

Faury attribuisce le persistenti barriere alla lenta diffusione del Web 3.0, dell’identità digitale e delle criptovalute, alla complessità dell’integrazione e alla scarsa esperienza dell’utente. Egli ritiene che l’azienda abbia però risolto entrambi questi problemi.

“Centrapay è all’avanguardia nel rendere possibile questo nuovo internet di valore e nel portare i suoi benefici sia ai consumatori che ai commercianti. E porta il vantaggio aggiuntivo di ridurre il contatto fisico e di affrontare i problemi igienici di cui tutti siamo diventati profondamente consapevoli grazie al Covid-19”, ha spiegato

Per ora la nuova tecnologia è disponibile in Australia e in Nuova Zelanda, ma Centrapay prova ad espandere il business a livello globale puntando sul mercato statunitense.

“Adesso che abbiamo dimostrato come può funzionare in Australia e in Nuova Zelanda, stiamo provando a far crescere il business a livello globale. Abbiamo stabilito una presenza in Nord America e punteremo al mercato statunitense con alcune innovazioni in anteprima mondiale”, ha fatto sapere Faury.

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