Corea del Sud, nuove tasse sulle criptovalute da luglio

Il governo sudcoreano potrebbe considerare d’introdurre una tassazione del 20% sui guadagni derivanti dalle criptovalute

Bandiera Corea del Sud
La Corea del Sud è un hub strategico per le criptovalute, qui il governo ha adottato un approccio favorevole e basato su regole per tali attività.

La Corea del Sud è quasi pronta ad annunciare i dettagli finali delle normative per la tassazione sui ricavi generati dall’attività con le criptovalute. La discussione è giunta alle battute finali dopo anni di incertezze e ripensamenti sugli asset virtuali che al momento sono sospesi in un’area grigia.

Secondo il quotidiano sudcoreano Yonhap News, il ministro delle Finanze, Hong Nam-ki, assicura che il prossimo mese di luglio il suo ministero annuncerà i dettagli.

Nel suo discorso alla commissione parlamentare per le finanze, Nam-ki ha spiegato che il governo prosegue il lavoro sulla riforma del sistema fiscale del Paese.

“Il governo continua l’opera di riallineamento del sistema fiscale per riflettere i cambiamenti del mercato, ma quest’anno lavora in particolare per affinare la lista di voci e di tipi di attività tassabili”, ha detto Nam-ki.

Nam-ki ha rivelato che personalmente ritiene che una tassa digitale debba essere introdotta nel sistema fiscale sudcoreano, e che il governo nel suo complesso valuta una mossa in tale direzione.

Molti ritengono che il governo sudcoreano stia considerando l’imposizione di una tassa del 20% su tutti i redditi derivanti dalle criptomonete. Anche se non sono ancora stati fissati standard fiscali specifici per i crypto asset, il Ministero delle Finanze starebbe ipotizzando una riclassificazione dei rendimenti delle criptovalute come forma di “altro reddito”.

Questa ricollocazione dei profitti derivanti dalle criptovalute li colloca nella stessa categoria dei profitti ottenuti dalle lotterie, la cui aliquota fiscale è del 20%.

L’imposizione fiscale sugli “altri redditi” è elevata, ma resta comunque più bassa rispetto alla tassazione riservata alle plusvalenze e cioè l’attuale classificazione. Quest’ultima tassazione ha infatti aliquote che possono arrivare fino al 42%.

Storicamente la Corea del Sud è uno dei mercati di investimento e di scambio in criptovalute più frequentati al mondo. Le autorità hanno però avuto dei ripensamenti sulla necessità di regolamentare in maniera più rigorosa la classe degli asset virtuali, in quanto potrebbe dare legittimità al settore.

La Banca centrale ha preferito adottare invece un approccio del tipo “attendi gli eventi” nei confronti dell’emissione di una moneta digitale controllata dal governo, quella che comunemente è nota come moneta digitale della banca centrale (CBDC).

A inizio di questo mese la banca centrale sudcoreana ha creato un gruppo di consulenza legale per studiare la possibilità di istituire una CBDC. Il team si compone di 6 persone: tre sono professori; due esperti e un funzionario della Banca di Corea.

Anche se la banca centrale non ha stabilito linee guida, né fissato scadenze specifiche per il lancio della CBDC, il gruppo potrà lavorare fino a maggio 2021.