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Sotto accusa Craig Wright, l’uomo che dice di essere creatore del Bitcoin

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Nel dicembre 2015 riviste importanti del settore quali Gizmodo e Wired hanno affermato che Craig Wright è probabilmente chi, sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, ha creato il Bitcoin insieme ad un suo amico deceduto, Dave Kleiman. Il tutto però è stato presto definito un falso elaborato e progettato a lungo da una persona in cerca di notorietà. Quanto c’è di nuovo è che recentemente Craig è stato accusato di aver rubato i Bitcoin del suo partner. Il valore della criptovaluta rubata ammonta a oltre 10 miliardi di dollari.

Craig Wright

Una persona senza problemi di autostima

Prima di parlare delle accuse recentemente spinte contro di lui appare utile fare un sunto, in breve, di chi è e perché è noto Wright.
Craig non è di certo una persona umile. A dimostrarlo è anche quanto affermava sul sito di una delle sue aziende, panopticrypt, dove si descriveva come “il principale esperto di sicurezza informatica al mondo.”

Per giunta, Wright, in un blog post del Maggio 2013 intitolato “Morning Manifesto” scrive:

“Darò una soluzione ai problemi a cui non avete nemmeno pensato e lo farò senza il Vostro permesso o il permesso di qualsiasi Stato! Creerò cose che faranno fallire le vostre idee, perché non mi rifiuterò di smettere di produrre. Non vivrò grazie a né accetterò il welfare e non vi offrirò violenza. Dovrete però usare la violenza contro di me per fermarmi.”

Durante un panel con esperti del Bitcoin, dell’ottobre 2015, Wright ha rilasciato una serie di dichiarazioni inconclusive. Quando gli è stato chiesto di presentarsi, Craig ha detto “Io faccio molte cose che le persone non capiscono ancora siano possibili.” Però, quando gli è stato chiesto di fare chiarezza sul significato di tale affermazione ha detto:

“Sono un po’ di tutto…. Ho un master in diritto… Ho un master in statistica, un paio di dottorati, dimentico davvero quello che ho di questi tempi.”

Quando gli è stato chiesto come è stato coinvolto nel Bitcoin invece, ha risposto “Sono stato coinvolto a lungo in tutto ciò…. Cerco di rimanere… Tengo la mia testa bassa.”

Per giunta, era presente alla discussione Nick Szabo, uno dei Cypherpunk, da molti creduto il vero Satoshi Nakamoto.
La prova che ha fornito Wright, invece, era una firma crittografica che però si è dimostrata insufficiente come prova. Dopo esser stato definito impostore dai media, Craig ha deciso di ritirarsi dalla vita pubblica.

Le accuse

Presentata nella corte distrettuale della Florida all’inizio di questo mese, la causa sostiene che Wright ha partecipato a una joint venture di bitcoin-mining con l’ormai morto consulente informatico Dave Kleiman. In ultima analisi hanno prodotto tra i 550.000 ed i 1.100.000 bitcoin. Secondo i querelanti, Wright ha falsificato e retroattivamente datato una serie di documenti dopo la morte di Kleiman, al fine di far apparire che il co-fondatore aveva ceduto le sue azioni.
La parte di Kleiman, rappresentata da suo fratello Ira, vuole la restituzione di quei Bitcoin, i quali ora avrebbero un valore di oltre 10 miliardi di dollari. Secondo la causa legale, lo stato incerto di quei bitcoin era legato alle ben note questioni fiscali di Wright, che hanno causato l’irruzione nella sua casa da parte della polizia australiana.

Le prove

La causa legale presenta una serie di prove della proprietà di Kleiman dell’impresa, tra cui documenti societari che lo elencano come agente registrato. In un altro scambio di posta elettronica citato nella denuncia, Wright sembra ammettere di detenere 300.000 bitcoin per conto di Kleiman.

Ira Kleiman poco dopo la morte di suo fratello, nel 2013, ha scritto:

“Dave ha detto che avete 1 milione di Bitcoin nel trust e visto che hai affermato che la sua parte è 300.000. Stavo immaginando che i 700.000 sono tuoi. È corretto?”

Wright rispose:

“Più o meno. Meno ciò che era necessario per l’uso da parte dell’azienda.”

Le copie dell’e-mail sono incluse come materiale del caso.

In particolare, la denuncia non fa alcuna rivendicazione circa il ruolo di Wright o Kleiman nella creazione del Bitcoin o qualsiasi connessione all’identità di Satoshi Nakamoto. “Non è chiaro se Craig, Dave e/o entrambi hanno creato Bitcoin “, legge il reclamo. “Per ragioni non ancora del tutto chiare, hanno scelto di mantenere il loro coinvolgimento in Bitcoin nascosto alla maggior parte dei loro familiari e amici. È innegabile, tuttavia, che Craig e Dave sono stati coinvolti in Bitcoin fin dalla sua nascita e che entrambi hanno accumulato una vasta ricchezza sotto forma di bitcoin dal 2009 al 2013.”

Il 15 febbraio scorso il tribunale ha convocato Craig Wright e da allora nessun progresso è stato elencato nel documento. Non è chiaro se Wright intenda presentarsi al processo.

Conclusione

Craig Wright è una persona nota nel settore delle criptovalute. Le sue vicende stanno dando una ulteriore scusa ai media per parlare del Bitcoin che oramai è argomento trattato spesso anche dai media mainstream. Si usa dire che “Non c’è cattiva pubblicità” e mentre qualunque investitore sappia questo non sia vero, una cattiva pubblicità per Wright è solo pubblicità (non cattiva) per le criptovalute. Molte persone spinte dalla curiosità scaturita da argomenti simili hanno scoperto e scopriranno questo mercato e contribuiranno alla sua crescita.

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