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EOS: La mainnet tarda ad arrivare, quando il lancio?

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Giorni dopo aver iniziato il suo lancio in un processo distribuito e non ortodosso, la blockchain EOS non è ancora attiva. Nonostante questo, finora il software sembra progredire verso questo obiettivo senza grandi problemi. In questo articolo ripercorreremo tutti i dettagli a riguardo della blockchain che ho personalmente definito potenzialmente il progetto in sviluppo più promettente che ultimamente ha fatto molto parlare di sé grazie anche al suo Weiss rating decisamente degno di nota.

I dettagli

Dopo aver raccolto un 4 miliardi di dollari nell’ultimo anno per creare il software necessario per lanciare la blockchain, l’azienda che l’ha creata sta lasciando alla sua comunità la responsabilità di metterlo in utilizzo. Questo non significa che non ci siano stati aggiornamenti materiali o che Block.one, l’azienda in questione, non sia stata coinvolta nello sforzo iniziale di avvio. Piuttosto, la società ha rilasciato la versione 1.0.0 del software EOS il Sabato e già viene pubblicato un aggiornamento del codice. Questa, la versione 1.0.1, è stato spiegato dal direttore tecnico di Block.one, Daniel Larimer, previene un “potenziale crash”, insieme ad altri problemi minori.

Tutto procede secondo i piani

Il piano era sempre stato quello di congelare questi token alla fine dell’ICO. Questo in preparazione per un lancio formale della blockchain, il che significa che quei token non sono più commerciabili fino a quando EOS non avrà una mainnet. L’ultimo evento importante si è svolto il 2 giugno alle 10:59 UTC. O meglio, quando i token sono stati congelati. Questo è anche quando è stato fatto il cosiddetto “snapshot”. O meglio è stata salvata la distribuzione dei token EOS che verrà utilizzato nella distribuzione dei token nativi EOS ai loro proprietari. Per tutti gli account, questo è avvenuto in tempo e senza problemi (ecco una descrizione).

“Le cose stanno procedendo come ci aspettavamo. Alcuni dossi sulla strada, nessun problema critico. Mi aspetto che la blockchain sarà lanciata nei prossimi giorni”, ha detto Kyle Samani di Multicoin Capital, uno dei più importanti promotori di EOS. Eppure, è stato notevole quanto i block producer della nuova blockchain sono apparsi coordinati verso data del lancio. “Ho partecipato a chiamate di 60-90 persone ogni giorno”, ha dichiarato Marc-Antoine Ross, CEO di EOS Canada, poi aggiungendo:

“Ho partecipato a chiamate di 60-90 persone ogni giorno. Ciò che ritengo importante è che tutti abbiamo pubblicato un accordo per avviare una blockchain.”

Contrattempi

Ma questa coordinazione verso non è che frutto di un grande sforzo dietro le quinte. Infatti, una controversia è scoppiata nella comunità di lancio di EOS la scorsa settimana. Questo quando un gruppo che si definisce “Ghostbusters” ha pubblicato una critica dell’approccio di lancio guidato da EOS Canada, un altro gruppo che concorre per diventare un block producer. EOS Canada ha pubblicato il 9 aprile un software open source denominato “EOS BIOS”. Questa è una suite di codice che ha lo scopo di coordinare il lancio del software EOS. Da allora ha subito decine di aggiornamenti. La versione 1.0.0 uscirà sabato. Ross ha dichiarato:

“Molti candidati per diventare block producer hanno approvato questa soluzione per lanciare la rete.”

Detto questo, la critica è stata appoggiata da altri produttori candidati. Un post sul blog del 28 maggio sostiene:

“L’utilizzo del processo EOS BIOS creerà rischi inutili per il lancio della blockchain EOS e, in ultima analisi, per tutti i possessori di token EOS. Inoltre, qualsiasi stampa negativa sulle insicurezze nel lancio della blockchain EOS o qualsiasi tentativo fallito di avviarla avrà un impatto negativo sul prezzo e sulla reputazione di EOS.”

La critica sotiene che i canali tra i vari nodi devono essere più sicuri e utilizzare livelli che oscurino gli indirizzi IP e crittografino i dati durante il passaggio tra i block producer. EOS Canada ha risposto prontamente con un appello per una “maggiore collaborazione”. Questo, sostenendo che alcune delle vulnerabilità identificate erano impostazioni necessarie per test efficienti, non per il lancio di una produzione. In un post successivo, Ghostbusters ha descritto il loro approccio come “security first” (sicurezza prima di tutto).

L’importanza della collaborazione

Tutto questo potrebbe portare a credere che potesse nascere una divisione nella più ampia comunità EOS. Una divisione che potrebbe portare a due lanci di blockchain concorrenti. La realtà dei fatti è che il maggior valore dato al consenso sembra aver avuto la meglio. Sabato, i partecipanti a un livestream di sostenitori del  lancio ha annunciato che le due parti avevano risolto le loro divergenze (cosa che Ross ha confermato). Di preciso è stato affermato che tutti hanno accettato di coordinare con EOS BIOS e con integrazione con le misure di sicurezza predilette da Ghostbusters, secondo quanto riferito da Ross.

“Ci siamo aperti alla collaborazioen con i Ghostbusters”, ha detto Ross a CoinDesk, “per assicurarci di avere una rete forte”. Come tale, non si sono formate comunità o blockchain concorrenti come molte persone temevano. Un gruppo ha lanciato EOS Classic, che fondamentalmente ricrea i bilanci di token sulla blockchain di Ethereum, dove le persone sono abituate a commerciarli. I creatori usano un processo complicato per consintire di rivendicare i token. Il CEO di MyCrypto Taylor Monahan ha chiesto al suo team di indagare, e non è stato trovato niente di preoccupante nel seguire la procedura che rivendica token EOS Classic.

“Sembra che sia parte dello snapshot corrente, non ha modo di rubare le chiavi private “, ha scritto Monahan. Nonostante questo ha avvertito che a volte le truffe possono presentarsi in fasi, quindi bisogna restare cauti. Così come il Block.one ha riservato il 10% dei token EOS all’azienda, l’EOS Classic si riserva la stessa quantità per se stesso. Quindi potrebbe essere solo un altro semplice modo per ottenere soldi facili.

Le votazioni in corso

Altri timori relativi al lancio sono stati finora alleviati, tra cui quelli relativi alla selezione dei block producer attraverso il voto. Il voto in questione è un’azione necessaria per aiutare EOS a determinare chi sarebbe responsabile della manutenzione della blockchain. Poiché questa votazione doveva essere effettuata da coloro che possiedono i token, una serie di possibili complicazioni sono state teorizzate. Tra questi, i potenziali token di voto potrebbero finire inattivi o per andare perduti per sempre perché i loro possessori non hanno mai registrato un indirizzo EOS (un passo necessario per migrare i token dalla blockchain di Ethereum).

Questo processo è in corso da un anno. I progettisti del processo si aspettavano che i compratori del token ricordassero che alla fine del processo avrebbero dovuto agire per tenere i loro token e creare un indirizzo EOS. Questo per poi associare il suddetto indirizzo al loro indirizzo Ethereum. Non sorprende che questo messaggio non sia stato trasmesso a tutti coloro che avevano questi token. Così, al fine di prevenire l’esclusione degli utenti che non seguivano gli sviluppi, la comunità di EOS ha codificato una soluzione soluzione che salva gli utenti che non avevano registrato i loro token in tempo. Fondamentalmente è stata generata una versione EOS della loro chiave pubblica Ethereum. In questo modo, una volta che l’utente ha creato una versione EOS della propria chiave privata (offline, preferibilmente), può rivendicare i propri token.

“La vostra chiave pubblica Ethereum è solo l’involucro di una serie più lunga di numeri che vengono compressi in una stringa di 64 caratteri”, spiega EOS New York, un altro potenziale block producer, in un post su Steemit. Ma forse non c’è mai stato motivo di preoccuparsi della probabilità che un numero sufficiente di voti si riunisca per avviare la catena. A quanto pare ci sono alcuni hodler in possesso di grandi quantità, persone che hanno un forte interesse per assicurarsi che il sistema entri in funzione.

L’oligarchia di EOS

L’utente reddit Lannisan ha ricavato dei numeri dai bilanci dello snapshot e ha scoperto che (se Block.one è giustamente escluso visto che è esclusa dal voto dei block producer) e ha scoperto dati impressionanti. In maggior dettaglio, ha notato che i 10 portafogli di maggior valore detengono il 39 per cento di tutti i token. In altre parole, questi dieci hodler possono decidere quasi tutto ciò che vogliono se si organizzano. I primi 100 portafogli controllano il 65% dei token.

Questi numeri sono ancora una volta un po’ distorti dal fatto che alcuni di questi indirizzi deve appartenere a exchange. Inoltre, alcuni dei più grandi exchange si sono impegnati a non votare i token dei loro utenti. Nonostante questo probabilmente ci sono alcuni hodler di grandi quantità che hanno intenzione di votare una volta che vogliono la blockchain prenda vita. Insomma, non sembra come giungere al 15 % dei token di voto sarà difficile. Questo anche se poche persone dovessero votare.

Ross non si impone alcun tempo previsot per il lancio di EOS. I block producer stanno ora eseguendo una varietà di testnet. Ognuna di queste potrebbe soddisfare tutti i controlli per blockchain, il software e la sicurezza che stanno cercando di convalidare. Quando tutti saranno d’accordo a riguardo di una configurazione ottimanle verrà pubblicato un annuncio di gruppo che chiederà ai detentori di prepararsi a votare per la prima lista di block producer. Quando andrà in onda, inizieremo a capire le potenzialità dell’ultima blockchain di Dan Larimer, il creatore di Steem e BitShares. Come ha detto Siddharth Kalla, co-fondatore del gruppo consultivo Turing:

“Il vero banco di prova per stabilire se si debba essere allarmati o meno avrà luogo una volta che la rete è in funzione. Il lato umano della sicurezza, il voto, gli incentivi economici, ecc. Queste cose sono molto più difficili da testare rispetto ai bug nel codice durante la fase di test.”

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