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Il cofondatore di Uber crea la criptovaluta Eco e la regala

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Garret Camp, il famoso co-fondatore e presidente di Uber, che un paio di mesi fa era stato sulle prime pagine per aver donato metà della sua ricchezza in beneficenza, ha recentemente annunciato i suoi piani per lanciare la propria criptovaluta. La moneta virtuale in questione sarà chiamata “Eco”. A seguire i dettagli a riguardo delle sue caratteristiche e della sua distribuzione gratuita.

ECO

Perché “ECO”?

Camp dice che ha scelto questo nome non solo perché è facile da ricordare, ma anche perché è riferimento alle parole “economico” e “ecosistema”, oltre ad altre.
Anche se un piano d’azione dettagliato non è stato ancora pubblicato, Camp ha condiviso un whitepaper iniziale chiamato “design proposal” del progetto. Questo delinea alcuni concetti che sono unici per Eco o per lo meno la distinguono dalla gran quantità di nuove criptovalute già presenti sul mercato.

Quali sono le caratteristiche di ECO?

ECO, pur non promettendo soluzioni al mondo come l’integrazione con intelligenza artificiale (AI) o il trading automatizzato, fornisce alcune funzioni che la distinguono dalla concorrenza.
Eco intende eliminare l’uso di frazioni molto piccole dei suoi gettoni (come lo 0.00001). Infatti, intende invece essere divisibile solo in “100 parti”, proprio come è solitamente possibile per le valute FIAT. Questo mira ad aumentare la facilità d’uso e a mantenere il valore della moneta nel tempo. Queto oltre a obiettivi come l’accessibilità mobile e la facilità d’uso per gli utenti non tecnici.

Una delle caratteristiche che rendono Eco interessante è infatti l’attenzione alla facilità di utilizzo. Per esempio, il progetto mira a eliminare l’uso di lunghe chiavi crittografiche e a far sì che i nomi utente vengano implementati al loro posto. Ad esempio, un utente potrebbe impostare il proprio profilo come “eco.com/givoanni” o “eco.com/luigi”. E questo costituirà l’indirizzo utilizzato per ricevere fondi da altre persone. Questo diminuisce le possibilità di errori e rende i trasferimenti attraverso più semplici anche attraverso dispositivi mobili.

Una struttura dei nodi e gestione del mining peculiari

Eco mira anche a garantire che solo individui fidati possano fungere da “nodi” della rete e trarre vantaggio dal mining. ECO, infatti, intende collaborare con le università. Lo scopo di questa collaborazione è che queste funzionino come centri per quei nodi, centri in cui gli individui fidati saranno in grado di lavorare come miner della rete.

L’attività di mining sarà di per sé diversa dalle altre reti. Un miner non sarà in grado di ottenere i guadagni individualmente. Questi, piuttosto, verranno distribuiti tra un certo numero di miner per garantire che nessuno si trovi in vantaggo o che sfrutti il sistema per i propri vantaggi personali. Un’altra cosa che distingue Eco è il suo approccio basato sull’interesse dei suoi utenti. Tuttavia, per dimostrare che non si tratta solo di una asserzione, Camp sta anche donando metà dei token Eco, per un totale di 1 trilione, al primo miliardo di utenti per garantire che più persone possibili possano mettere le mani sulla valuta.

La distribuzione dei fondi

Il restante 20 per cento sarà destinato ai “nodi verificati” e alle loro operazioni pertinenti, mentre il 10 per cento ciascuno saranno assegnati alla Fondazione Eco (la fondazione operativa della rete), al finanziamento delle sue attività per il miglioramento della rete, ai contributori attivi della rete e ai partner strategici.

Eco, inizierà con un organo direttivo della Fondazione Eco per la supervisione della rete nei suoi primi anni. Questo però solo prima di spostarsi maggiormente verso la decentralizzazione. Secondo Camp, la rete, nella sua fase iniziale, sarà un ibrido tra una rete decentralizzata e centralizzata.

Camp, attraverso la Fondazione Eco, che finanzierà con 10 milioni di dollari dei suoi fondi personali e con i fondi dei partner della sua società (Expa), cercherà di attrarre ricercatori, sviluppatori e altre persone pertinenti per aiutare a sviluppare la piattaforma. Camp ha anche affermato che la piattaforma non ha ancora molto codice scritto perché vuole che la nuova squadra guardi il progetto con occhi nuovi, in modo da poter sviluppare qualcosa che è di prima categoria e raggiunga l’obiettivo prefissato con Eco.

Un airdrop

Come precedentemente fatto intendere, Eco ha intenzione di distribuire la maggior parte dei propri token gratuitamente. Informazioni a riguardo sono disponibili sul sito della start-up.

Conclusioni

Eco è un progetto molto interessante il quale è ancora in fasi embrionali. Tanto embrionali che è effettivamente difficile farsi un’idea precisa di quante speranze riporre o meno nel progetto.
Detto questo, è un progetto che non organizza un ICO ma distribuisce buona parte della propria criptovaluta gratuitamente per mezzo di un airdrop. È anche un progetto che si annuncia al mondo come già finanziato. Questo di certo è cosa che gli dona molta credibilità, perché se qualcuno avvia un progetto investendo lui stesso buona parte del suo capitale in esso è decisamente credibile questa persona stessa creda nell’iniziativa.

Inoltre, visto che partecipare all’airdrop non comporta alcun costo è decisamente consigliabile la partecipazione.

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