Giro di vite delle Autorità nel settore delle criptovalute

Un nuovo sequestro nel dark web è appena avvenuto, questa volta due persone sono state accusate di vendere droga in cambio di criptovalute. Nel caso specifico le criptovalute usate per lo scambio sono state bitcoin e bitcoin cash.

Jabari e Saudia Mohsen sono stati accusati di spaccio di cocaina, metanfetamina e marijuana attraverso i profili personali sul marketplace Dream Market. Secondo le indagini svolte i due trafficavano droga da oltre un anno, e ora starebbero patteggiando la pena che implicherà la rinuncia alle criptovalute illecitamente raccolte.

Come hanno evidenziato i molti casi simili che si sono verificati negli ultimi anni, sin dall’inizio le criptovalute si sono legate al mondo del dark web. La natura anonima delle criptovalute facilita il commercio sul dark web, e allo stesso tempo il dark web è il canale attraverso cui gli utenti possono trovarsi tra loro.

Criptovalute vs Contanti

Cosa rende le criptovalute più anonime di una borsa piena di contanti? Entrambi sono difficili da tracciare, relativamente anonimi, e accettati come mezzo di scambio economico.

Sono disponibili molte diverse valute digitali sviluppate da nazioni che desiderano fare propri i benefici di una valuta digitale, senza perdere il controllo sul bitcoin.

Tuttavia, ciò che manca allo sviluppo di tali monete è che per tante persone, una moneta digitale così fatta è nei fatti un depotenziamento rispetto alle caratteristiche del contante.

Con una moneta digitale che non è garantita dalla crittografia, è davvero impossibile nascondere l’uso dei fondi. Il denaro contante, come le criptovalute, sono “resistenti alla censura”. Una eventuale moneta ideata da un governo, non avrebbe questo vantaggio e farebbe sorgere non poche preoccupazioni alle persone per ciò che potrebbero o non potrebbero fare per evitare di finire nei guai.

I guai di Kik con lo U.S. SEC

Tutto ciò avviene in concomitanza con la contestazione di Kik nei confronti delle presunte violazioni delle normative sui titoli azionari mosse dallo U.S. SEC. Kik afferma che il SEC sta travisando i fatti al fine di far passare l’idea che Kik avrebbe eseguito una ICO da 100 milioni di USD compiendo degli illeciti. Queste le parole di Kik:

“Il risultato è una accusa che mal caratterizza la totalità dei fatti e le circostanze che hanno portato Kik alla vendita di Kin nel 2017. Tali tattiche potrebbero aver favorito la Commissione con un ciclo di notizie positive, ma non resisteranno ad un esame attento da parte dei giudici e al processo.”

In questo momento, il SEC è oggetto di un focolaio di polemiche per aver introdotto nuove leggi sui titoli legati alle criptovalute, leggi che perseguono gli errori del passato, e che servono a ripulire il settore. La battaglia tra SEC e Kik, seppur solo agli inizi, è molto interessante, dal momento che la società ha promesso di combattere fino all’ultimo per il suo token Kin.

I guai di Coinbase

Infine Coinbase, che deve affrontare una causa per negligenza nella gestione del listing di BCH sull’exchange. Le altre accuse per frode e concorrenza sleale sono state respinte come pregiudiziali, ma sulla base delle attuali informazioni, il giudice avrebbe deciso che Coinbase dovrebbe affrontare le accuse.

Per quanto riguarda BCH, secondo l’accusa Coinbase non avrebbe applicato gli standard di tutela mentre gli utenti acquistavano bitcoin cash la prima volta, causando significative perdite ai clienti. Adesso dovranno provare il contrario in tribunale.