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I titoli azionari esposti alle criptovalute risentono del tonfo delle criptovalute

Coinbase, MicroStrategy e Tesla hanno sperimentato cali generalizzati, mentre la capitalizzazione di mercato delle criptovalute ha perso 400 miliardi di dollari.

L’enorme calo che ha travolto il mercato delle criptovalute nella giornata di ieri, ha spazzato via 400 miliardi di dollari di capitalizzazione nel giro di un’ora. Bitcoin è sceso del -30% toccando un minimo giornaliero a 30.000 dollari: livelli che non si vedevano da fine gennaio. Anche altre criptovalute importanti sono cadute con essa.

Ieri il crollo non si è limitato al mercato delle criptovalute, i vari titoli azionari esposti al comparto delle criptovalute hanno subito perdite. Coinbase (COIN), che ad inizio settimana aveva proposto una offerta privata da 1,25 miliardi di dollari, ha subito un crollo nel valore delle azioni portandosi al minimo storico di 208 dollari, e segnando una perdita del -13% rispetto alla chiusura del giorno precedente.

Paypal (PYPL), che da meno di un anno sostiene le criptovalute, ieri ha toccato il -3,5% nelle 24 ore, mentre Square (SQ), che detiene 8.027 BTC, era giù del -6,4%.

Il gestore di asset digitali, Galaxy Digital (GLXY), è tra coloro che ha risentito maggiormente del calo, tanto che ieri le quotazioni in apertura sono scese di un terzo. L’amministratore delegato di Galaxy Digital, Mike Novogratz, non è apparso turbato e alla CNBC ha affermato: “Sembrava che stessimo per capitolare questa mattina… [ma] … la storia non è andata da nessuna parte, la rivoluzione cripto sta accadendo”.

MicroStrategy (MSTR) detiene la maggiore partecipazione nel bitcoin rispetto alle altre società quotate in borsa, pari a 92.079 BTC. Le azioni societarie ieri hanno aperto in calo di quasi il -14%. L’amministratore delegato di MicroStrategy, Michael Saylor, è rimasto imperterrito ed ha twittato: “Le società che controllo hanno acquistato 111.000 #BTC e non hanno venduto un solo satoshi. #Bitcoin Forever”.

Dopo MicroStrategy, il maggior tesoretto in bitcoin è detenuto da Tesla (TSLA), quest’ultima ieri ha toccato il -4,4%. Elon Musk è stato accusato di aver iniettato nel mercato bitcoin, FUD (paura, incertezza e dubbio) con i suoi tweet negativi sulla qualità della criptovaluta. Bitcoin ieri è infatti crollato al di sotto del prezzo in cui si trovava a febbraio, ovvero quando Tesla aveva annunciato l’acquisto di 1,5 miliardi di dollari in BTC.

Inizialmente Musk aveva lasciato intendere che Tesla avrebbe potuto scaricare a breve le sue partecipazioni in bitcoin, ma ieri ha affermato il contrario:

(Mani di diamante fa parte del gergo del trading per indicare che gli asset sono conservati in modo irremovibile).

Il “mercoledì nero” del mercato delle criptovalute non appare, però, aver colpito in modo eccessivamente duro il mercato azionario, infatti, tutti i titoli menzionati hanno terminato la giornata fissando una candela giornaliera verde.

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