Il Bahrain autorizza società UK a testare soluzioni blockchain

La società Fasset, con sede nel Regno Unito, sperimenterà la tokenizzazione di beni durevoli nell’ambiente normativo sperimentale del Bahrein

Immagine aerea di Manama, Bahrain
Il Bahrain è uno dei paesi del Medio Oriente che si sta aprendo alla blockchain e alle criptovalute

La Banca centrale del Bahrein ha autorizzato Fasset, una società fintech con sede nel Regno Unito, ad avviare test di tokenizzazione degli asset durevoli nell’ambiente normativo regolamentare del Bahrein

La società inglese ha raccolto 4,7 milioni di dollari in un round di raccolta da “finanziatori strategici” dell’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Singapore e Kuwait.

Tale notizia segue l’annuncio di Fasset riguardo il lancio del suo principale exchange di criptovalute, FEX, che avverrà in Bahrein il prossimo anno. Il comunicato informa anche che l’exchange sarà aperto a favore di investitori del Kuwait, Qatar, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Fasset non riferisce di avere ottenuto eventuali ulteriori permessi da parte del Bahrein.

Tradizionalmente il paese richiede che queste piattaforme acquisiscano prima una licenza dal Sharia Review Bureau, una entità giuridica con sede nel Bahrein che certifica che tali aziende rispettano i principi della legge islamica. Tale legge impone, ad esempio, il divieto di gioco d’azzardo e di guadagnare interessi sui prestiti.

Molte imprese straniere ritengono questo passaggio inutile, ma la certificazione in realtà fornisce un vantaggio perché consente alle imprese di attrarre una rete di investitori che sono ligi alle leggi islamiche sulla finanza. Si tratta di un vantaggio considerevole, infatti, secondo uno studio condotto dal Malaysia International Islamic Financial Center nel 2017, gli investimenti di chi aderisce alle leggi sulla Sharia valgono oltre 70 miliardi di dollari.

In alcuni paesi le leggi locali rappresentano un ostacolo sfidante per la crescita del settore delle criptovalute, ma in nazioni come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain, si è lavorato per accogliere il comparto cripto.

In parte le motivazioni che stanno alla base degli sforzi di tali nazioni deriva dal fatto che ospitano un numero significativo di migranti provenienti dai mercati in via di sviluppo. Lo sviluppo di una tecnologia blockchain per questa fascia demografica potrebbe ridurre notevolmente le commissioni sulle rimesse.

Esempi di questo fenomeno all’interno della regione sono stati presi in considerazione da RAKbank, una banca retail con sede negli EAU che ha adottato la tecnologia blockchain di Ripple per ampliare i suoi canali di rimessa. Le nuove capacità della banca consentono ai clienti di inviare rapidamente pagamenti transfrontalieri in India e Bangladesh.

L’Autorità monetaria dell’Arabia Saudita (SAMA) che svolge anche il ruolo di banca centrale del paese, risulta essere impegnata in diverse iniziative blockchain, tra cui l’uso della tecnologia per depositare fondi presso le banche locali.

Con il lancio di FEX da parte di Fasset e il suo ingresso nella sandbox normativa del Bahrein, l’azienda potrebbe presto competere con Rain, un altro exchange di criptovalute dedicato al mercato locale. Quest’ultimo è già autorizzato dalla banca centrale e opera nel Bahrein.