Il Corpo dei Marines degli USA vieta l’uso di applicazioni di crypto mining da suoi dispositivi

Il Corpo dei Marines è preoccupato perché crede che le applicazioni per il mining rappresentino un rischio per la sicurezza dei membri del reparto

USA Marines in Corea del Sud
La nota inserisce i “Bitcoin/Cryptocurrency mining tools” in un elenco di applicazioni vietate, accanto alle applicazioni per gli appuntamenti, i giochi e il gioco d’azzardo

Il Corpo dei Marine (USMC) ha vietato l’uso di applicazioni per il mining di criptovalute, insieme ad altre applicazioni, sui dispositivi mobili di proprietà del governo. Secondo le informazioni trapelate questa decisione è stata presa in seguito a problemi di privacy e sicurezza.

“La raccolta, l’uso e la disposizione di informazioni per la creazione di account attraverso applicazioni mobili (ad esempio, luoghi fisici, eventi significativi della vita, foto, video ecc) sono un problema di privacy e di sicurezza”, si legge nella nota.

Oltre alle applicazioni di crypto mining, i marines non sono autorizzati a usare piattaforme di gioco, di incontri, o di gioco d’azzardo, su qualsiasi dispositivo mobile di proprietà del governo. La nota esorta i militari a cancellare tutte le applicazioni che il governo degli USA ritiene possano rappresentare un rischio anche per i dispositivi personali.

Non è la prima volta che l’Esercito vieta le applicazioni per motivi di sicurezza informatica. Ad inizio anno tutti i rami dell’esercito hanno formalmente vietato ai membri del servizio militare di installare sui loro telefoni TikTok, la popolare applicazione per la condivisione di video della Cina. La decisione è stata presa per il rischio che l’applicazione potesse essere un mezzo usato dal governo cinese per carpire dati sensibili e spiare i cittadini americani.

“… la minaccia rappresentata dal riconoscimento facciale, dai dati di localizzazione e dalle tecniche di scansione delle immagini basate sull’A.I., potrebbero consentire al governo cinese di ottenere informazioni sensibili. Nelle mani sbagliate, queste informazioni rappresentano un rischio non solo per l’individuo coinvolto, ma anche per la sicurezza nazionale americana”, queste le parole del senatore Marco Rubio, rappresentate della Florida, scritte in un comunicato al Military Times.

Il senatore Tom Cotton dell’Arkansas e il senatore Chuck Schumer di New York hanno in seguito chiesto al governo di condurre una valutazione attraverso l’intelligence su altre piattaforme di proprietà cinese. I due senatori sostengono che, sebbene queste applicazioni memorizzino i dati dei cittadini USA sul territorio nazionale, sono comunque obbligati a seguire le regole di condivisione dei dati stabilite dal governo cinese.

Un portavoce di TikTok ha assicurato che l’applicazione social è pronta a collaborare con il Congresso degli USA per guadagnarsi la fiducia dei suoi utenti e del legislatore. Ed ha anche aggiunto che i suoi dati non sono soggetti alla legge cinese e che non censura alcun contenuto ritenuto offensivo dal governo cinese.

Il tenete colonnello Uriah Orland ha chiarito che le minacce alla sicurezza informatica non sono relative solo a TikTok e che tutto il personale del Dipartimento della Difesa deve usare con cautela i social media e verificare cosa rende pubblico.

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