Il rally di Bitcoin SV e l’uomo che dice d’essere Satoshi Nakamoto

L’ultimo rally delle criptovalute ha alcune affascinanti storie che si celano dietro. Una delle più affascinanti riguarda Bitcoin SV. L’uomo dietro BSV è davvero Satoshi Nakamoto? Se così fosse, come questo potrebbe influire sull’intero mercato?

Cos’è Bitcoin SV?

La storia di questa altcoin affonda le sue radici nel 2017, quando Bitcoin Cash (BCH) si divise dall’originaria catena del Bitcoin (BTC). BCH in seguito si divise ancora e da essa ne derivò Bitcoin SV.

Questo hard fork è stato oggetto di molte controversie a quel tempo. L’australiano Craig Wright e il canadese Calvin Ayre erano i maggiori supporter di Bitcoin SV. Il nome esteso significa Bitcoin Satoshi Vision e viene tradato con il ticker BSV.

Al momento dell’hardfork, BCH valeva 425,01 USD, mentre BSV acquisì un valore di 96,5 USD, ma da allora ha subito forti variazioni di prezzo. Nel 2019 BSV è stato eliminato dai listini di numerosi crypto exchange e il suo prezzo è crollato.

Ad ogni modo, Bitcoin SV sembra essere risorto negli ultimi giorni. Al momento della pubblicazione ha raggiunto i 367 USD di valore e un capitale di mercato di 6,6 miliardi, ma aveva iniziato il 2020 a 100 USD di valore: davvero una crescita incredibile.

Cosa c’entrano Satoshi Nakamoto e i tribunali?

Per comprendere la recente esplosione del prezzo di BSV, dobbiamo guardare a Craig Wright, il quale afferma di essere il leggendario Satoshi Nakamoto. Egli afferma di avere inventato il Bitcoin. Secondo le ultime documentazioni, egli avrebbe le prove per dimostrarlo.

Se fosse vero, ciò lo potrebbe aiutare a porre fine alla lunga disputa legale. Egli sta battagliando per avere il controllo su di un grosso portafoglio di bitcoin da 1,1 milioni di BTC, che vale 9 miliardi di dollari al valore attuale. Una metà sarebbe sua e l’altra apparterrebbe al defunto socio in affari David Kleiman.

La battaglia legale ha subito una svolta di recente. Un tribunale della Florida gli ha concesso ulteriori tre settimane per sbloccare il Tulip Trust, ovvero il portafoglio dove sarebbe memorizzato il “Bitcoin originario”. Wright ha ora tempo fino al 3 di febbraio per dimostrare di possedere la chiave di accesso.

Il giudice Beth Bloom, ha evidenziato “le molte incoerenze ed erronee dichiarazioni di Wright”, dubitando che egli sia nel giusto. Le voci nel web circolano veloci su questa situazione e il massiccio aumento del prezzo, sembra essere stato scatenato dalla supposizione che Wright abbia i pezzi del puzzle mancante. Se così dovesse essere, Wright avrebbe il controllo di una enorme quantità di BTC.

Ciò che per ora appare certo, è che il prezzo di BSV resterà estremamente volatile. In base al giudizio che sarà emesso dal tribunale, il prezzo scalerà le vette o crollerà miseramente. Attualmente, tante persone sono curiose di sapere come andrà a finire questa controversa storia.