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Il servizio di polizia U.S. Marshal indice un’asta pubblica per la vendita di 660 bitcoin

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Il servizio di polizia degli Stati Uniti d’America U.S. Marshal Service ha indetto un’asta pubblica per circa 660 bitcoin da vendere al miglior offerente. L’asta avrà luogo il cinque novembre prossimo alle otto del mattino ora locale di Washington D.C..

I partecipanti interessati devono registrarsi entro il 31 ottobre compilando il modulo appositamente predisposto dall’amministrazione americana. Gli offerenti dovranno effettuare un versamento anticipato di 200 mila dollari quale requisito di partecipazione indispensabile. Nel caso non dovessero aggiudicarsi i bitcoin all’asta il deposito tornerà nella disponibilità dell’offerente non vincitore.

I 660 bitcoin all’asta sono stati suddivisi in sette quote, di cui sei da 100 bitcoin ciascuna e una quota residuale del valore di .

Il miglior offerente si aggiudicherà la singola quota e la criptovaluta non sarà venduta in base al prezzo del bitcoin praticato in quel momento nei mercati.

Da dove provengono i 660 bitcoin messi all’asta dagli U.S. Marshal

Gli U.S. Marshal informano che i 660 bitcoin oggetto dell’asta pubblica sono derivati da vari sequestri frutto di reati federali, tra cui reati amministrativi, civili e penali.

La lista dei reati è lunga, si contano 31 attività di sequestro tra cui il più grande ha riguardato (circa al momento della pubblicazione) frutto di una operazione dell’FBI. Proprio il Federal Bureau of Investigation (FBI) è la forza di investigazione che più di altre negli USA ha operato sequestri di bitoin e criptovalute: su 660.

Non tutti i sequestri di bitcoin effettuati sono anonimi. Ci sono i bitcoin sequestrati a Thomas Mario Costanzo, trader dell’Arizona accusato di riciclaggio; quelli di Ralph Robert James Sergo (24 anni) che ha venduto armi e droga nella darknet e si è fatto “bannare” anche da Reddit; sempre per compravendita di sostanze proibite nel dark web sono stati sequestrati i bitcoin di Sky Justin Gornik.

I cittadini stranieri possono partecipare

All’acquisto dei bitcoin all’asta negli Stati Uniti d’America possono partecipare anche cittadini stranieri in possesso di specifici requisiti. In particolare essi non dovranno risultare nell’elenco Specially Designated Nationals, inoltre, i 200 mila USD depositati come requisito di partecipazione devono provenire da un conto corrente personale aperto presso una banca degli USA.

Le conseguenze sulle quotazioni del bitcoin

Potrebbe avere conseguenze sul valore del bitcoin l’asta di ? Forse nel caso in cui tutti gli offerenti decidessero di vendere i 660 bitcoin in poche ore, ma converrà ai compratori vendere subito?

Ragioniamoci sopra.

L’asta partirà presumibilmente dai 200 mila dollari chiesti come requisito di partecipazione. Il valore di mercato di è al momento di i. Durante l’asta ci saranno dei rilanci, ma nessuno vorrà superare la quotazione di mercato, quindi i vincitori dell’asta incasseranno bitcoin a un prezzo inferiore al valore praticato negli exchange. Vendere subito potrebbe essere conveniente.

Ammettiamo che tutti i dovessero essere venduti, quali rischi correrebbe il prezzo della criptovaluta? Analizzando i volumi di compravendita giornaliera forniti da Coinmarketcap.com, si nota come ogni giorno si muove un volume corrispondente a circa. Dobbiamo concludere che oltre un eventuale effetto su trader troppo emotivi, la loro ipotetica vendita in massa non pregiudicherà il nostro investimento.

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