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In arrivo la Criptovaluta della Corea del Nord?

Un documento trapelato dalla Corea del Nord suggerirebbe che il piccolo paese asiatico starebbe provando a sviluppare la propria valuta virtuale. La criptovaluta nordcoreana dovrebbe essere simile al token Petro emesso dal Venezuela nel 2018.

Come per il Petro, si ritiene che la motivazione principale della sua introduzione sia la volontà di aggirare gli embarghi internazionali e di operare così al di fuori dell’attuale sistema finanziario mondiale. Tuttavia, il progetto sarebbe solo in uno stato infantile del suo sviluppo.

La storia sulla criptovaluta nordcoreana che arriva da lontano

Alcune informazioni sui progressi della criptomoneta nordcoreana sono state fornite da Alejandro Cao de Benos. Questi è un funzionario di origine spagnola, che sarebbe il responsabile della gestione delle conferenze sulle criptovalute del paese. Viene chiamato anche delegato speciale per il Comitato per le relazioni culturali della Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC).

Egli avrebbe detto che ogni nuovo token sarà “più simile al bitcoin o ad altre valute crittografiche”. A tutt’oggi non è stato dato un nome alla criptomoneta. Se varchiamo il confine, il 40% degli adulti, in Corea del Sud è favorevole all’uso delle criptovalute.

Non appaiono esserci piani di ancoraggio della valuta digitale, al won nordcoreano cartaceo. Tuttavia, si afferma che il governo sta valutando a quali beni fisici essa possa essere legata, fornendo una maggiore stabilità al prezzo.

Cosa aspettarsi per il futuro

Nel febbraio 2020 la Corea del Nord organizzerà una conferenza sulla blockchain e sulle criptovalute, essa sarà la seconda conferenza di questo genere nel Paese. La precedente conferenza si sarebbe svolta a Pyongyang nell’aprile di quest’anno.

Una delle domande che ci si pone è se il Paese ha sufficienti competenze tecniche per sviluppare la propria criptomoneta. In passato il regime è stato collegato ad attacchi hacker su vasta scala legati alle criptomonete. Secondo alcune fonti la corea del Nord avrebbe hackerato oltre 2 miliardi di USD in valute fiat e crypto asset.

Anche se i nordcoreani negano di essere collegati a questi attacchi, se dovesse essere vero, ciò suggerirebbe che hanno esperti nel settore pagati dallo stato. L’Università delle scienze e della tecnologia di Pyongyang, a quanto pare, avrebbe offerto corsi di formazione dedicati alla blockchain. I migliori studenti del paese, quindi, avrebbero ricevuto una formazione nella creazione e gestione di criptomonete.

Va aggiunto che in passato le autorità nordcoreane hanno mostrato interesse per le criptovalute. Tuttavia, non vi è stata alcuna conferma ufficiale sui loro piani. L’ambasciata nordcoreana presso l’ONU è stata contattata al riguardo ma non ha lasciato commenti.

Altri paesi che starebbero sviluppando la propria criptovaluta sono la Russia e l’Iran. Appare chiaro che molti paesi siano interessati a creare una propria moneta digitale. Ma l’insuccesso del Petro in Venezuela mostra che un token di stato non ottiene un successo automatico.

Continueremo a seguire questa storia, per vedere se il popolo nordcoreano si doterà di una criptovaluta di stato.

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