India riconsidera messa al bando delle criptovalute

Un anonimo funzionario governativo indiano ha rivelato che è stata inviata una “nota” di discussione interministeriale per vietare il trading delle criptovalute

Sede della Corte Suprema di Calcutta, India.
Ad inizio anno la Corte Suprema dell’India ha ritirato il divieto per le banche che forniscono servizi alle imprese del settore criptovalute

Lo status delle criptovalute resta un argomento caldo in India, a seguito di una notizia che parla di una “nota” inoltrata alle autorità che chiederebbe di “vietare il trading delle criptovalute”.

Un funzionario governativo che ha chiesto di restare anonimo avrebbe spiegato che il governo nazionale avrebbe discusso la questione con il Ministero dell’Informazione e della Tecnologia, il Ministero della Legge e la Reserve Bank of India (RBI). Le loro discussioni sono orientate a sviluppare un quadro di riferimento per una legge che “porrà formalmente fine alle negoziazioni di criptomoneta in India”.

“Abbiamo inoltrato una nota ai ministeri competenti per le discussioni interministeriali… ci stiamo lavorando. Dopo le consultazioni interministeriali, il documento sarà presentato al gabinetto per l’approvazione. Una volta che il Parlamento riprenderà la sessione, speriamo di farla ratificare”.

Il funzionario avrebbe rivelato che il governo spera che il divieto chiarisca definitivamente l’illegalità del trading di criptovalute in India.

L’India si è mostrata contrastata rispetto all’adozione delle criptovalute e i media hanno rilevato molteplici casi che indicano i vari piani del governo di bloccare completamente il settore. A giugno, l’Economic Times ha pubblicato un rapporto che descrive nel dettaglio come l’India stia pianificando l’introduzione di una legge per il bando delle criptomonete, come conferma la nota inviata dal Ministero delle Finanze per una consultazione interministeriale.

I manager degli exchange di criptovalute ritengono che un divieto totale sia altamente improbabile dato che il settore è molto cresciuto da quando il disegno di legge è stato presentato al Ministero delle Finanze nel 2019.

Subhash Chandra Garg, ex segretario del Dipartimento degli affari economici (DEA), era a capo del comitato interministeriale che ha redatto il disegno di legge. Garg si è ora ritirato e di recente ha suggerito che le criptovalute possono essere regolamentate come materie prime.

La risposta della DEA all’applicazione del diritto all’informazione (RTI) suggerisce inoltre che il governo rimane insoddisfatto dello stato attuale del progetto di legge. L’avvocato Mohammed Danish, un avvocato della piattaforma blockchain Crypto Kanoon, ha spiegato che il governo è cauto nell’approvare una legge che vieta le criptovalute, perché potrebbe essere contestata dalle imprese, dai trader e dagli appassionati delle altcoin.

Dopo che la Corte Suprema dell’India ha revocato la circolare della RBI che vietava alle banche di offrire servizi finanziari alle imprese del settore criptomonete, i crypto exchange con sede in India hanno fatto registrare volumi di scambio 10 volte superiori e un aumento esponenziale nel numero di adesioni. Ciò indica che c’è un crescente interesse nel Paese a favore dell’integrazione delle valute digitali.

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