La Banca coreana Kookmin fornisce servizi di custodia delle criptovalute

KB Kookmin ha dato vita al progetto in collaborazione con Hashed, Cumberland Korea e Haechi Labs

Logo della banca KB Kookmin a Seoul, Corea del Sud
L’annuncio sottolinea l’urgenza per le banche della Corea del Sud di iniziare a integrare la tecnologia blockchain

KB Kookmin Bank, una importante banca della Corea del Sud, sta lavorando al lancio di un servizio di custodia delle criptovalute per i suoi clienti. Gli sviluppi di questo nuovo progetto sono stati resi possibili grazie alla collaborazione tra la banca e tre realtà commerciali: Hashed, un fondo di venture capital specializzato, Cumberland Korea, una piattaforma di trading con asset digitali e Haechi Labs, società di revisione della sicurezza degli smart contract.

La notizia è stata fornita in un post sul blog Medium da Jin Kang, responsabile legale e della conformità presso Hashed. Secondo il post la partnership si concentrerà sulla gestione e archiviazione degli asset digitali, la difesa reciproca per sviluppi normativi ottimali, ed anche la trasformazione del settore finanziario tradizionale.

La notizia sottolinea anche l’urgenza per i servizi finanziari della Corea del Sud di sviluppare la tecnologia blockchain, in particolare dopo la notizia che le banche statunitensi hanno ricevuto il segnale di “go” per fornire servizi di custodia degli asset digitali.

“Con l’adesione di altre importanti nazioni come la Cina e il Giappone alla corsa globale alle valute digitali della banca centrale (CBDC), vi è una crescente domanda da parte delle istituzioni finanziarie di acquisire un’esposizione in attività e servizi finanziari basati su blockchain”, ha scritto Kang.

In Corea del Sud la KB Kookmin Bank (KB) è una delle 4 maggiori banche per valore patrimoniale detenuto. I portavoce della banca hanno aggiunto che credono che il settore finanziario sarà presto digitalizzato e che tutte le principali banche devono prepararsi.

Hanno inoltre evidenziato come il settore degli asset digitali non solo comprenderà le criptovalute, ma riguarderà anche altri beni tradizionali, come gli immobili e le opere d’arte.

L’amministratore delegato di Hashed, Simon Kim, ha espresso il suo ottimismo nei confronti della collaborazione commerciale.

“Accolgo con favore questa opportunità di collaborare con KB Bank affinché la Corea del Sud possa assumere un ruolo guida nel mercato emergente degli asset digitali. Combinando le nostre conoscenze nel settore della blockchain e fornendo consulenze tecniche e commerciali. Apriremo inevitabilmente nuove porte ai consumatori e al Paese, per inaugurare la nuova era della trasformazione digitale”, ha detto Kim.

Il governo sudcoreano continua a esplorare le possibilità di tassare i profitti in criptovaluta nel Paese. Infatti di recente ha modificato la legge sulla rendicontazione e l’uso di informazioni finanziarie specifiche, che ha fornito un riconoscimento legale agli asset digitali e li ha classificati come imponibili.

Si tratta di un chiaro passo avanti nella loro strategia a sostegno delle criptovalute e di un allontanamento dai loro precedenti piani di vietare le ICO nazionali adottato nel 2017.

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