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La borsa di New York intende offrire trading di Bitcoin?

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Il proprietario del New York Stock Exchange (NYSE) sta considerando di permettere ai clienti di acquistare e possedere Bitcoin. Questo è quanto riferito dal New York Times il lunedì 7 maggio. Sarebbe il secondo gigante di Wall Street in una settimana ad aprirsi a simili possibilità.

I dettagli

La casa madre della Borsa di New York sta lavorando ad una piattaforma di trading online che potrebbe permettere ai grandi investitori di acquistare e possedere Bitcoin. Questo risulta da e-mail e documenti consultati dal New York Times. Inoltre il New York time ha riferito di esser stato informato anche da quattro persone che hanno chiesto di rimanere anonime perché i piani erano ancora confidenziali.

La notizia a riguardo dell’exchange, che non è stata riportata prima, è arrivata dopo che Goldman Sachs ha dichiarato l’intenzione di aprire un’unità di trading di criptovalute. Questa era molto probabilmente la prima iniziativa del genere presso una banca di Wall Street. Le mosse di Goldman e Intercontinental Exchange, la società madre della Borsa di New York, segnano una svolta drammatica verso il mainstream per le criptovalute. Il crescente interesse tra i broker di Wall Street rappresenta anche un nuovo sorprendente capitolo nella storia del settore.

I dettagli della piattaforma a cui Intercontinental Exchange sta lavorando non sono stati finalizzati. Quindi il progetto potrebbe ancora venire scardato. Questo è possibile sopratutto data l’esitazione delle grandi istituzioni di Wall Street ad essere strettamente associate alle criptovalute. Un portavoce ha detto che l’azienda non aveva commenti. Alcune grandi borse valori, tra cui il Chicago Mercantile Exchange, hanno già creato prodotti finanziari legati al prezzo del Bitcoin, noti come futures. Ma la nuova operazione dell’ICE fornirebbe un accesso più diretto a Bitcoin. Questo portando i token effettivamente sul conto del cliente alla fine della transazione.

Trading di criptovalute regolamentato

L’ICE ha tenuto colloqui con altre istituzioni finanziarie per la creazione di una nuova operazione attraverso la quale le banche possono acquistare un contratto, nota come swap. Questa comporta che il cliente diventa proprietario di Bitcoin il giorno successivo, con il supporto e la sicurezza dell’exchange, secondo le persone che conoscono il progetto. Il contratto di swap è più complicato di un immediato scambio di dollari per Bitcoin. Però il risultato finale è comunque la proprietà di una certa quantità di Bitcoin. La differenza è che contratto di swap permette al trading di rientrare nella regolamentazione della Commodity Futures Trading Commission e di operare chiaramente secondo le leggi esistenti – qualcosa che gli exchange di criptovalute normali ancora non riescono bene a fare. Vale la pena di precisare che però questo è dovuto alla mancanza di chiarezza legislativa, infatti le borse europee hanno recentemente richiesto una maggior regolamentazione.

L’amministratore delegato di Nasdaq, Adena Friedman, ha recentemente dichiarato che la sua azienda potrebbe anche creare un exchange di criptovalute. Questo però solo se le questioni normative vengono chiarite. Mentre diversi hedge fund hanno acquistato e venduto Bitcoin, la maggior parte dei grandi investitori istituzionali, come i fondi comuni e le pensioni, lo hanno evitato in gran parte a causa di preoccupazioni simili.

La recente trasformazione del settore

Alcuni entusiasti del Bitcoin hanno detto che l’integrazione nel sistema finanziario l’ha allontanato dai suoi ideali. Paul Chou è un ex trader di Goldman Sachs che ha creato LedgerX. L’azienda in question è una borsa Bitcoin regolamentata che sarebbe in concorrenza con Intercontinental Exchange. Chou ha detto che la sua azienda ha deciso di concentrarsi sui grandi titolari Bitcoin, piuttosto che istituzioni finanziarie. “Il motivo per cui siamo entrati nel settore non è stato quello di collaborare con una banca, ma di sostituirle”, ha detto il signor Chou. “Trattiamo direttamente con i titolari di criptovalute in modo da sfruttare al meglio i punti di forza di Bitcoin, evitando intermediari, banche e altre istituzioni che effettuano tagli multipli alla transazione”.

Inizialmente Goldman negozierà solo contratti future legati al prezzo di Bitcoin. Ma i dirigenti Goldman hanno affermato che stavano cercando di procedere nella direzione di acquisto e vendita di Bitcoin reali. Lo sforzo di Intercontinental Exchange, se si espande, potrebbe rendere Bitcoin disponibile ad una base di clienti molto più ampia e più influente, tra cui altre società finanziarie. Diverse grandi aziende, tra cui il gigantesco investitore della tecnologia SoftBank, che ha partecipazioni in Sprint e Uber, sono state coinvolte in discussioni sul coinvolgimento con l’exchange, in qualche modo, le persone che sono a conoscenza del progetto hanno riferito.

Ma un portavoce di SoftBank ha detto questa settimana che non è più coinvolto. LedgerX, la borsa fondata da Mr. Chou, è l’unica borsa che ora offre il tipo di swap che l’ICE ha discusso. LedgerX ha registrato un aumento del volume degli scambi negli ultimi mesi, ma l’ICE inizierebbe con un vantaggio. Il vantaggio è che ogni grande istituzione finanziaria ha già rapporti con esso.

L’insicurezza regolamentare riguardante l’Ethereum

Le autorità di regolamentazione stanno attualmente valutando se molte valute virtuali siano state emesse e scambiate in violazione delle norme sui titoli. Tra queste il secondo token digitale più diffuso, l’Ethereum, Gli investitori istituzionali ritengono che grazie al modo in cui il Bitcoin è stato creato e strutturato sarebbe meno a rischio. In particolare la sua caratteristica di non avere una società o organizzazione alla base. L’ICE infatti stava pensando di lanciare un contratto di swap legato a Ether. Però, vista questa incertezza normativa ha rinunciato.

Il signor Chou, di LedgerX, ha detto di aver preso una decisione simile. Per esattezza di aver posticipato la creazione di qualsiasi prodotto legato all’Ethereum. Con Bitcoin, d’altra parte, il signor Chou ha detto che la strada sembra essere chiara per le grandi istituzioni coinvolte. “L’industria gode di l’interesse istituzionale senza precedenti per la prima volta nella storia di Bitcoin,” ha detto. “Sono rimasto stupito che i credenti più convinti delle criptovalute spesso iniziano essendo i più scettici. È un sano scetticismo. Ma a un certo punto la percezione cambia, e per molte istituzioni, penso che siamo finalmente in questa fase”.

Conclusione

Sempre più istituzioni finanziarie tradizionali si aprono a questo nuovo settore. Man mano che questo continua a maturare e si trova un equilibrio legislativo occorre meno coraggio per entrare a far parte di questo ecosistema. Certo la situazione è un po’ meno certa per quanto riguarda l’Ethereum rispetto il Bitcoin ma nonostante questo c’è da aspettarsi che l’apertura prosegua, anche se non senza intoppi. Questo nel lungo andare dovrebbe portare grandi quantità di capitali che potrebbero contribuire ad aumentare il prezzzo, seppur con sola speculazione.

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