La Russia blocca l’accesso all’exchange LocalBitcoins

Il trading di bitcoin non ha subito scossoni su Localbitcoins nonostante il divieto e questo fa pensare che i russi stiano usando le VPN per aggirare il divieto

Foto del Parlamento russo, Federazione Russa
Nonostante il forte interessamento per le criptovalute, il governo russo non ha ancora preso una posizione chiara nei confronti del settore

Il capitolo più recente del complicato rapporto della Russia con le criptovalute ci racconta che il Roskomnadzor, l’Autorità dei servizi di telecomunicazione russo, ha bloccato l’accesso al portale LocalBitcoins nel paese. Si tratta di una importante fonte di traffico per l’exchange di criptovalute peer to peer.

I cittadini russi hanno presto scoperto di non poter accedere a localbitcoins.net, che è un associato al sito .com, gli utenti visualizzano ora una pagina vuota della piattaforma. Gli utenti russi stanno però utilizzando una VPN, che maschera la loro reale posizione e gli consente l’accesso al portale.

I trader russi hanno così proseguito la loro attività su LocalBitcoins e i clienti hanno continuato ad affiggere annunci, un fatto che per alcuni significa che probabilmente i trader erano già preparati rispetto a questa censura.

È anche possibile che i trader locali si siano semplicemente abituati alla situazione, dato che LocalBitcoins era già stato bloccato dal Roskomnadzor quattro anni fa. Anche Binance ha annunciato di essere stato bloccato il mese scorso, tuttavia il sito è stato successivamente rimosso dalla black list governativa.

Il governo aveva avvertito gli utenti delle sue intenzioni ad inizio luglio, informandoli che era stato deciso di imporre la restrizione di accesso al portale LocalBitcoins sulla base delle motivazioni che indicano il sito essere la base potenziale per la condivisione di informazioni illegali.

L’annuncio governativo è coinciso con la revisione delle leggi nazionali sulle criptovalute e, sebbene sia ancora legale possedere criptomonete in Russia, ora ne è stato vietato l’uso come moneta per l’acquisto.

“La moneta digitale è riconosciuta come un aggregato di dati elettronici che può essere accettata come mezzo di pagamento, non essendo l’unità monetaria della Federazione Russa o di uno stato straniero, e come investimento. La valuta digitale non può essere usata però per pagare beni e servizi”, ha spiegato l’agenzia di stampa russa Tass.

La Banca centrale di Russia (BOR) rivestirà un ruolo centrale nella regolamentazione delle criptomonete, Tass ha riferito che la BOR avrà “il diritto di determinare le caratteristiche degli asset digitali accessibili solo ad investitori qualificati”.

La presa di posizione del Governo russo sul bitcoin non sembra abbia avuto alcun effetto sulla sua popolarità. In Russia si concentra quasi il 20% delle operazioni globali su LocalBitcoins e si colloca al primo posto in termini di crypto trading nei mercati P2P. Resta da vedere come il governo appronterà la regolamentazione di questo settore in crescita mentre si occuperà degli appassionati di crypto trading.