L’Africa beneficerà delle potenzialità della blockchain?

Il continente africano si trova ad affrontare molte sfide uniche che potrebbero essere risolte con il corretto uso della tecnologia blockchain

Continente Africa trasformato in una blockchain
La Blockchain in Africa potrebbe aiutare nel garantire inclusione finanziaria e risolvere altri problemi

Il continente africano attualmente sperimenta una espansione nella tecnologia blockchain, e in molti credono che il continente è capace di mettere in campo vari casi d’uso unici per la tecnologia nascente. Da molti anni infatti l’Africa lavora per guidare l’innovazione in diversi ambiti, e i pagamenti in mobilità sono un esempio lampante di come la tecnologia abbia il potenziale per migliorare massicciamente la vita di molti africani.

Molte delle nazioni africane sono ancora considerate economie in via di sviluppo; tuttavia, alcuni degli Stati più importanti si sono posizionati come pionieri nell’innovazione nel campo fintech, nelle criptovalute e nella blockchain. L’uso della tecnologia blockchain, in particolare, sta diventando una parte significativa dell’equazione in quanto viene testata in diversi settori e istituzioni.

Michelle Chivunga, amministratore delegato e fondatrice di un gruppo di economia digitale e soluzioni blockchain chiamato Global Policy House, ha detto che i paesi africani valutano la possibilità di usare la tecnologia per una molteplicità di scenari.

“I paesi africani, compreso il Ghana, valutano la possibilità di usare la blockchain per il catasto e molti paesi per l’identità digitale, la verifica delle merci nelle catene di approvvigionamento, la sanità e la finanza. L’e-commerce e il fintech sono i principali motori dell’economia digitale in Africa. Vedo che questi crescono e che si sta aprendo la strada a una maggiore attività sulla blockchain”, ha riferito.

Chivunga è anche consigliere dei governi delle Bermuda, dell’Unione africana e del Regno Unito.

Stephen Young, uno sviluppatore di software e smart contract che vive a Città del Capo, ha detto che l’aumentato accesso alle criptovalute ha compiuto molta strada ed ha aiutato gli africani a comprendere meglio la tecnologia.

“Negli ultimi anni l’infrastruttura che permette alle persone di acquistare e scambiare criptomonete ha fatto molta strada. Ciò, combinato con il commercio peer-to-peer (P2P), rende possibile a molti africani di entrare in possesso di criptomoneta”.

In qualità di fondatore e CEO di NFTfi, una piattaforma finanziaria decentrata e un mercato peer-to-peer per i prestiti garantiti da token non fungibili, Young ha aggiunto che gli exchange centralizzati e P2P sono i più importanti utenti della tecnologia blockchain del continente.

“Un ambito che mi appassiona è l’opportunità di decentralizzare l’accesso alla ricchezza per sostenere una maggiore inclusione finanziaria e il sostegno soprattutto alle micro, piccole e medie imprese, che costituiscono almeno l’80% delle imprese in Africa, ma che sono sottostimate”, ha proseguito.