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Presidente BCE Draghi risponde sulla blockchain: Non è competenza della BCE regolare Bitcoin

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Ultimamente sempre più istituzioni importanti comprendono che le criptovalute e la blockchain non sono un fenomeno passeggero ma una realtà con la quale fare i conti ed una tecnologia rivoluzionaria da implementare. Una dimostrazione lampante di questa nuova realtà dei fatti è stato l’incontro durante il quale i rappresentanti della CFTC e SEC hanno trattato appunto queste tematiche.
In una serie di video pubblicati sul canale YouTube della Banca Centrale Europea, contrassegnati dall’hashtag #AskDraghi, il 13 febbraio 2018, il presidente della Banca centrale europea (BCE) Mario Draghi ha risposto alle domande presentate per il terzo dialogo giovanile della BCE. Criptovalute e blockchain erano tra gli argomenti principali del forum. A seguire tutti i dettagli in merito.

BCE

Criptovalute

Italo Mottini da Milano, Italia, ha chiesto se Draghi è interessato al Bitcoin. Il leader della BCE è stato comprensibilmente cauto.

“Bene, non spetta a me dire a Italo cosa dovrebbe fare, ma francamente, penso che io farei molta attenzione”, ha affermato Draghi con un sorriso ironico. “Un euro oggi è un euro domani. Il suo valore è stabile”. A titolo di confronto,”Il valore del bitcoin oscilla ampiamente”. Quindi come è prevedibile e giusto, Draghi ha messo in guardia contro la volatilità delle criptovalute.

Il presidente della BCE ha inoltre rilevato una notevole differenza tra le valute tradizionali e le criptovalute: “L’euro è sostenuto dalla Banca centrale europea. Il dollaro è sostenuto dalla Federal Reserve”, ha spiegato Draghi. “Le valute sono sostenute dalle banche centrali o dai loro governi. Nessuno sostiene il Bitcoin”.
Quindi, Draghi, ha anche tenuto a precisare la mancanza di gestione istituzionale delle criptovalute.

La risposta di Draghi solleva ulteriori domande su cosa significhi per una banca centrale o per un governo “sostenere” una valuta. La stragrande maggioranza delle valute moderne non è legata a un bene materiale. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel 1971 il presidente Richard Nixon ha formalmente spezzato il legame tra dollaro e oro. Ciò significava che la Federal Reserve non era più autorizzata a riscattare dollari per l’oro (ed è così ancora oggi sin da quel momento).

Adesso, il sostegno di un governo significa che le imprese e gli individui devono accettare una moneta come valuta legale. Ad oggi, tuttavia, il Bitcoin non ha ricevuto questa distinzione. Anche se il Bitcoin è legalmente accettato come forma di pagamento in Giappone, non ha corso legale. Dall’ottobre 2017, la Russia si è rifiutata di riconoscere il Bitcoin come moneta a corso legale, e da tutte le indicazioni risulta che nessun paese riconosce il BTC come tale.

Qual è la posizione della BCE a riguardo di bitcoin?

“Molte persone hanno posto domande a riguardo del fatto se la BCE abbia intenzione di vietare Bitcoin o di regolamentarlo”, ha detto Draghi. “Devo dire che non è responsabilità della BCE farlo”.

Anche se il BTC non rientra nella sfera di competenza della BCE, la stessa Unione Europea è informata a riguardo delle criptovalute. Ieri, infatti, le autorità di vigilanza europee hanno lanciato un avvertimento ai consumatori sulle valute virtuali. L’avvertimento in questione infatti metteva in guardia gli investitori a riguardo delle seguenti caratteristiche:

  • Estrema volatilità e rischio di bolla
  • Assenza di protezione
  • Mancanza di opzioni d’uscita
  • Mancanza di trasparenza di prezzo
  • Interruzioni di operazione
  • Informazioni forvianti

Ovviamente l’avvertimento non conteneva alcuna informazione nuova a riguardo del settore. Piuttosto si trattava solo di cose che ogni persona che investe in criptovalute dovrebbe sapere.

Blockchain

Alla domanda sulla tecnologia blockchain, l’innovazione che sta alla base del Bitcoin, il presidente della BCE ha espresso ottimismo.

“La tecnologia Blockchain è piuttosto promettente”, ha osservato Draghi. “Può rendere certi processi molto più veloci di quanto non fossero prima”.

Ha poi spiegato:

“Per esempio, se c’è una fattura che deve essere saldata, può essere emessa immediatamente e automaticamente quando viene ricevuta. Quindi, essendo la blockchain una nuova tecnologia promettente, probabilmente questa sosterrà l’economia e creerà molti benefici.”

Ha poi aggiunto, facendo riferimento al partner della BCE per il Progetto Stella:

“Siamo molto interessati a questa tecnologia. Ma non è ancora abbastanza sicura per le banche centrali, e quindi dobbiamo analizzarla e indagare di più. Ad esempio, dato che il processo di ricerca a riguardo della blockchain non è semplice, abbiamo unito le forze con la Banca del Giappone. Speriamo tuttavia che la blockchain sarà molto utile”.

Come ci si potrebbe aspettare dal capo di una istituzione finanziaria come la BCE, Draghi si è mostrato piuttosto ottimista a riguardo della tecnologia blockchain che si presta molto bene appunto anche all’utilizzo da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali. E questo non senza aumentare di molto la loro efficienza.

Conclusioni

Le domande poste a Draghi non erano particolarmente controverse o stimolanti. È quasi previsto che un funzionario della sua statura metterà in discussione il valore del Bitcoin, lodando nel mentre il potenziale della tecnologia blockchain. Politici ed imprenditori vogliono davvero risposte a domande più difficili.

Per esempio, chi ha il diritto di creare denaro nell’UE? Draghi ha già dichiarato che “nessuno Stato membro può introdurre la propria moneta”. E allora, che dire del token estcoin creato per il programma e-Residency dell’Estonia?
È encomiabile che la BCE sia impegnata in un dibattito pubblico sulla tecnologia blockchain e sulla criptovaluta. Forse il silenzio di Draghi su queste ulteriori questioni è la prova che le autorità finanziarie stanno ancora lavorando a riguardo.

Nonostante ben poche siano state le domande che hanno ottenuto risposta, queste affermazioni di certo non sono state negative. Sì, Draghi ha messo giustamente in guardia contro le criptovalute ed è anche difficile dargli torto per questo. In ogni caso, non c’è motivo per credere questo sia presagio di problemi. Quanto invece ha affermato di particolarmente interessante è che la regolamentazione o il divieto delle criptovalute “Non è responsabilità della BCE”. Una affermazione che dovrebbe far emettere un lungo sospiro di sollievo agli investitori europei.

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