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Mastercard aperta alla facilitazione transazioni in criptovaluta

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Ari Sarker, il Copresidente del distretto di Mastercard Asia-Pacifico, ha dichiarato che sarà lieto di prendere in considerazione la possibilità di facilitare l’uso delle valute digitali emesse dalle banche centrali di tutto il mondo. In questo articolo verranno trattate tutte le implicazioni di questi avvenimenti.

mastercard

Le dichiarazioni

Sarker ha affermato che Mastercard sarebbe disposta a facilitare transazioni in valuta digitale. Questo però solo se la criptovaluta in questione fosse una moneta criptovaluta nazionale che fosse legittima e utilizzata come moneta digitale nazionale emessa dalle banche centrali. Le dichiarazioni in questione sono state rilasciate in un’intervista al Financial Times.

“Se i governi cercheranno di creare delle criptovalute digitali nazionali, saremo molto felici di guarderle in modo più favorevole rispetto alle criptovalute esistenti”, ha detto Sarker. “Finché è sostenuta da un regolatore e il valore non è anonimo e soddisfa tutti i requisiti normativi penso che sarebbe una opportunità di maggiore interesse da esplorare per noi”.

Sarker ha affermato che l’azienda sta attualmente eseguendo un test. Nel test in questione permette ai clienti di trasferire Bitcoin su una Mastercard. Tuttavia, il dirigente ha dichiarato che sono stati messi in atto severi controlli Know Your Customer (KYC) e antiriciclaggio. Ha inoltre specificato che la compagnia non ha alcuna esposizione alle oscillazioni del prezzo del Bitcoin. “Non siamo coinvolti nel trading di Bitcoin attraverso la rete Mastercard”, ha detto Sarker. “Il programma pilota è solo un cauto esperimento per tastare le acque, siamo pienamente consapevoli del rischio alla nostra reputazione”.

Il programma pilota in questione non è ancora molto diffuso. Questo progetto sta prendendo attualmente in fase di test a Singapore e in Giappone. Un portavoce di Mastercard ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Tuttavia, il portavoce ha detto che il ramo di ricerca e sviluppo dell’azienda ha depositato “più di 30 brevetti relativi alla tecnologia blockchain e alle criptovalute”. Sarker ha aggiunto che Mastercard ha anche avuto “25-30 discussioni di partnership” con le città asiatiche sull’implementazione di sistemi di pagamento contactless.

Conclusione

Mastercard è un’azienda tradizionale del settore dei pagamenti che gode di grande fiducia da parte della sua utenza. In quanto tale ha paura del territorio inesplorato costituito dalle criptovalute non regolamentate. Questo è in realtà perfettamente comprensibile. Anzi, in realtà una scelta diversa sarebbe decisamente questionabile. Ciononostante Sarker riconosce il potenziale della blockchain. Infatti è quanto fa dichiarando che Mastercard è interessata nell’implementazione di criptovalute nazionali o bancarie regolamentate da entità tradizionali. Infatti una simile criptovaluta sarebbe simile a quelle che tutti conosciamo. La differenza principale sarebbe che queste sono regolamentate.

Questa è solo l’ennesima conferma di come ormai nessuna istituzione neghi il potenziale e le implicazioni di criptovalute e blockchain. La stima del valore di mercato della IBM e le dichiarazioni della SEC e CFTC sono solo parte di un quadro più ampio. Sempre più banche ed istituzioni sperimentano, si mostrano interessate a sperimentare o utilizzano queste tecnologie. Moneygram, Santander e American Express, le Banche Giapponesi e perfino l’Unione Europea hanno tutte mostrato interesse nel settore.

Tutto questo di certo giustifica l’aspettarsi un futuro decisamente importante per queste tecnologie nel mondo della finanza tradizionale.

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