Mauritius pubblicano un quadro giuridico per i Security token offering

Il capo delle regolamentazioni delle Mauritius ha sviluppato un regime di regole per l’ecosistema dei Security token offering

Port Louis, Mauritius
Mauritius è una piccola isola-stato a poca distanza dalle coste del Madagascar

Il Mauritian Financial Services Commission (FSC) di recente ha pubblicato un regolamento giuridico scritto appositamente per i security token. Il Legislatore locale ha spiegato che questo, accompagnato da un documento di 16 pagine, è parte di un nuovo sistema di licenze che consente di regolamentare completamente nel Paese i servizi di trading dei security token.

Il nuovo ordinamento giuridico permette alle piattaforme di trading dei security token di ottenere una licenza dal FSC. Ciò autorizza nei fatti una società a emettere un security token da vendere durante una offerta pubblica, note come Security Token Offering (STO), inoltre abilita le società ad operare come società di trading nella giurisdizione.

Un portavoce del FSC ha fatto sapere che questa legge era in cantiere da oltre 18 mesi. Il documento normativo segna l’inizio del riconoscimento da parte del Paese dei security token e delle criptovalute più in generale come classe di asset.

Dhanesswurnath Thakoor, CEO del FSC, ha detto che il progetto è stato sviluppato “in completa collaborazione tra l’Industria e il Legislatore.”

“La pubblicazione della Guidance Note sui Security Tokens Offering (STO) e sui sistemi di trading dei Security Tokens Trading è un altro passo avanti nella costruzione di un quadro normativo aperto e trasparente per il Fintech alle Mauritius. Abbiamo notato un crescente interesse per queste licenze e ci attendiamo di ricevere diverse richieste nei prossimi mesi”, ha commentato Thakoor.

Il portavoce ha anche aggiunto che ulteriori regolamentazioni riguardo i security token exchange saranno pubblicate alla fine dell’anno.

Va notato che ci sono alcuni importanti requisiti che le imprese devono rispettare per mantenere la licenza. Anzitutto i titolari di licenza dovranno scrivere una rigorosa misura antiriciclaggio (AML) e rispettare i requisiti di contrasto al finanziamento del terrorismo (CFT). Analogamente alle Borse tradizionali, essi saranno obbligati a pubblicare i dati di trading su base giornaliera e a sottoporli all’esame del FSC.

In aggiunta le piattaforme di trading di security token dotati di licenza, dovranno tenere in cassa almeno 35 milioni di rupie mauriziane (circa 880mila USD). Dovranno inoltre affidarsi a un depositario registrato per la gestione degli asset digitali e per qualsiasi valuta fiat facente parte del business.

Il portavoce ha spiegato che lo scopo del nuovo corpo di licenze è quello di trasformare Mauritius, che si è sempre presentata come una giurisdizione amica delle criptovalute, in un hub regionale per il commercio di security token in Africa e per la vicina India.

Dato che il Paese non è ostacolato dagli stessi sistemi ereditati dai paesi sviluppati dove l’innovazione tecnologica è rallentata, Mauritius spera di poter ottenere un vantaggio competitivo rispetto ad altre giurisdizioni.