Minatori di criptovalute illegali hanno rubato 6,6mln USD in elettricità

Il mining delle criptovalute consuma molta energia elettrica; in una recente indagine, l’azienda statale Rossetti ha scoperto che sono stati rubati oltre 6,6 milioni di dollari in elettricità negli ultimi tre anni.

Tralicci della corrente elettrica
Minatori di criptovalute sono stati scoperti mentre aggiravano il pagamento delle bollette elettriche e sono stati denunciati alle forze dell’ordine.

In Russia miner di criptovalute illegali hanno rubato 450 milioni di rubli (circa 6,6 milioni di USD) dalla locale società elettrica negli ultimi tre anni.

Rossetti, una società dell’energia elettrica statale ha inizialmente riportato queste cifre sul suo canale Telegram. Secondo quanto riferito dalla compagnia, essa è all’attiva ricerca di imprese del mining che non hanno stipulato contratti con i produttori locali di energia elettrica e che si collegano invece alle vicine reti elettriche per rubare l’elettricità.

Il documento spiega che ciò di solito avviene nei locali delle imprese già esistenti come le fabbriche, dove i proprietari provano a guadagnare un reddito supplementare. Altri luoghi di estrazione delle criptovalute illegali investigati riguardano i garage, gli uffici in affitto, le case nei boschi e terreni agricoli abbandonati e trasformati in mining farm per ospitare gli ASIC.

I crypto miner illegali rubano l’elettricità collegandosi con i propri cavi elettrici alle linee elettriche e quindi costruiscono i loro trasformatori di potenza per “sifonare” l’energia.

In uno dei casi scoperti dalle autorità, Rossetti ha trovato che il proprietario aveva nascosto l’intera mining farm nel sottosuolo. L’aveva sepolta nel terreno di una foresta pubblica.

Una pratica comune è anche quella di manomettere i contatori di potenza per far apparire che i proprietari stiano consumando meno energia di quella effettivamente consumata dalla mining farm. Nei casi in cui si tratta di mining del bitcoin, le discrepanze sarebbero superiori a un KW/h per ogni singola macchina (ASIC), da moltiplicare quindi per i migliaia di ASIC di ogni mining farm.

I casi di furto dell’elettricità per finanziare le operazioni di estrazione delle criptovalute sono noti dal 2017, quando Rossetti aveva scoperto 35 casi di consumo non dichiarato di energia elettrica in 20 regioni della Federazione Russa. L’azienda ha confermato che ciascuno di questi casi è stato segnalato alle forze di polizia.

Per capire le dimensioni, la Russia si compone di 85 regioni di diversa estensione e densità della popolazione.

Rossetti individua il consumo illegale di energia elettrica ricercando le anomalie di sistema e ispezionando le linee elettriche o misurando il carico di lavoro di ogni stazione elettrica. In alcuni casi le mining farm possono essere facilmente rintracciate anche attraverso segni visivi, come nei casi in cui un edificio è dotato di condizionatori e ventilatori.

Lo scorso anno i minatori di criptovalute illegali hanno condotto l’attività in un istituto di ricerca nucleare, avvalendosi del sito web di un fornitore di servizi elettrici locale.

Rossetti valuta i modi in cui potrebbe sfruttare la tecnologia a proprio vantaggio per aumentare le operazioni, quindi sta esaminando come un distributed ledger possa raccogliere dati sul consumo di energia secondo modalità più efficaci.