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Le previsioni sul Bitcoin in base alle ultime notizie

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Predire qualsiasi cosa è sempre difficile, in quanto siamo circondati da variabili dall’andamento talvolta indecifrabile. Ma in realtà qualcosa si può fare. Poiché a quanto dimostrato dalla pratica, l’andamento dei prezzi delle criptovalute dipende nella maggior parte dei casi da una cosa soltanto: le notizie.

Più sono le notizie riguardanti la regolamentazione delle valute digitali, partnership con grandi aziende e importanti investitori interessati, più la domanda aumenta, comportando l’inevitabile aumento di prezzo della moneta. Lo stesso accade quando un qualche paese vieta una criptovaluta (come è accaduto quando la Cina ha vietato l’ICO) oppure quando un gruppo di hacker riesci a sottrarre monete dalle piattaforme di trading.

Scatti e rollback

Abbiamo avuto modo di osservare che nel mese di novembre/dicembre dell’anno scorso il prezzo del Bitcoin si è gonfiato per via di un circolo chiuso di notizie: più le persone parlano del Bitcoin, più persone entrano nel sistema, dunque, più sono le persone a parlare e a comprare il Bitcoin. È naturale che prima o poi una tale crescita artificiale si fermi ed effettui un rollback – esattamente quello che sta accadendo ora. Simili scatti e rollback si sono verificati più volte in passato, per questo gli analisti ritengono che ora sia il momento della crescita. Tuttavia, come sempre accade, esistono alcuni scettici che ci avvertono del fatto che i prezzi delle criptovalute, a differenza del denaro fiat, non sono sostenute da niente, dunque non sicure.

Chi influisce sulle quotazioni?

Nonostante la regolamentazione da parte dei singoli paesi e da diverse borse di scambio importanti, le criptovalute, come il Bitcoin, non sono ancora totalmente a norma in nessun paese, persino in Giappone non tutti gli aspetti del sistema sono stati regolamentati. In più, alcuni paesi hanno deciso di vietare del tutto qualsiasi aspetto dell’industria delle valute digitali – un ulteriore punto a sfavore delle criptomonete. E nemmeno le ultime notizie sono di gran conforto.

La maggior parte dei paesi è giunta alla conclusione che le monete digitali devono essere controllate in maniera severa e totalitaria. Così, negli USA, alla fine del 2017 sono state chiuse alcune scapatoie legali che permettevano di evitare di pagare le tasse derivanti dalla negoziazione delle criptovalute, pertanto, dal 1° gennaio 2018 tutto il cripto commercio sarà soggetto ad imposte sulle plusvalenza, comprese quelle relative al semplice scambio delle criptovalute.

In più, a causa dell’aumento della popolarità delle criptovalute, sale anche il numero delle truffe. Ad esempio, nella seconda metà del 2017, sono comparse una serie di piramidi, dove ad aver portato nuovi membri ci si assicura un Bitcoin.

Cosa possiamo aspettarci?

Nel complesso, le criptomonete non hanno intenzione di cedere di posizione, visto che non si tratta affatto di una “bolla”, come molti credono. È più probabile, invece, che, quando il boom attorno a questo mercato si calmi, esse trovino il loro posto nel sistema finanziario come uno nuovo strumento a sé stante.

Vale la pena di aggiungere due cose a parte sulla blockchain e le criptovalute. Nonostante lo scetticismo verso le criptovalute, criticare il sistema nel complesso, basato sulla trasparenza, non si permette nessuno. Inoltre, tale tecnologia potrà vedere uno sviluppo più evidente l’anno prossimo, quando diversi nuovi progetti entreranno nella nostra vita quotidiana: nel sistema bancario, nella pubblica amministrazione, nel sistema elettorale…

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