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Ripple, Ethereum e Litecoin: che differenza c’è tra queste criptovalute?

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Capitalizzazione di mercato, rendimento, data di creazione, obiettivo principale… Le monete virtuali sembrano tutte uguali, ma in realtà sono spesso caratterizzate da elementi piuttosto diversi, che le distinguono le une dalle altre. È il caso di Ethereum, Ripple e Litecoin, tre criptovalute tra le più importanti a livello mondiale che seguono per ordine d’importanza il Bitcoin, capostipite di tutte le monete virtuali. Se vuoi sapere su quali cripto investire nel 2018, informati meglio leggendo tutte le nostre schede sugli Altcoin.

Litecoin, il cugino del Bitcoin

Scambio Bitcoin-Litecoin
Il Litecoin è una moneta digitale utilizzata per compiere transazioni istantanee di denaro ad un costo pari a zero. A crearla nel lontano 2011, due anni e mezzo dopo la nascita del Bitcoin, è stato un ex dipendente di Google, Charlie Lee. Non tutti ne sono a conoscenza, ma il Litecoin è la seconda criptovaluta per età e deriva da un fork del Bitcoin, l’archetipo di tutte le monete virtuali. L’idea alla base del Litecoin era quella di migliorare il Bitcoin e le sue funzionalità, e per diverso tempo è stata considerata una valida alternativa alla criptovaluta creata da Satoshi Sakamoto. Oggi la criptovaluta è la quinta al mondo per capitalizzazione (circa 2,5 miliardi di dollari). Viene usata tanto per le transazioni finanziarie, più rapide rispetto al Bitcoin ma non altrettanto veloci delle altre criptovalute, tanto per acquistare nuove monete digitali a partire dalla moneta reale. Il suo limite massimo di produzione è stato fissato a 84 milioni di unità. Il suo valore è aumentato considerevolmente nel 2017 e vale attualmente circa 150 dollari americani.

Ripple: una moneta virtuale che piace alle banche

ripple
Creata nel 2012 da Chris Larsen con la compagnia americana Ripple Labs, Ripple non è solo una semplice moneta, ma è un vero e proprio protocollo il cui scopo è compiere trasferimenti di valuta in tempi rapidi. Grazie alla tecnologia alla base di Ripple è possibile compiere fino a 1.500 transazioni al secondo, una performance che per il momento non ha eguali nell’ambito delle valute virtuali. Ad usarlo sono soprattutto banche e istituti finanziari. Ripple ha battuto di recente anche un altro record: nel 2017 è stata la moneta che ha registrato l’incremento maggiore. La moneta acquistata si conserva in un ripple money wallet, un portafoglio digitale sicuro che viene utilizzato anche per le transazioni. La sua tecnologia interessa vari istituti di credito e non solo. All’inizio dell’anno, infatti, è stato siglato un accordo tra Ripple e Moneygram per l’invio di denaro online, che si basa su xRapid, il metodo di pagamento di Ripple, per velocizzare le transazioni di denaro e abbassare i costi relativi. Per Moneygram la valuta inviata è ovviamente ancora quella classica, ma non è detto che in futuro non si studi un modo di operare con monete virtuali in questo sistema. Oggi Ripple si piazza al terzo posto del podio tra le criptovalute per capitalizzazione (7 miliardi di dollari nel 2017), dietro ad Ethereum e Bitcoin. Dopo aver raggiunto una quotazione di 2,8 dollari americani nel gennaio 2018, un Ripple vale oggi 85 centesimi di dollaro. La produzione massima prevista è di 100 miliardi di unità.

Ethereum, il leader degli smart contract

plasma ethereum
Più recente di Ripple, il sistema Ethereum è stato creato nel 2015 dal programmatore russo Vitalik Buterin con la finalità di partire dal Bitcoin, svilupparne le funzionalità e superarlo. La piattaforma Ethereum è specializzata in smart contract decentrati, che vengono utilizzati per transazioni finanziarie o di altri beni e verificati attraverso la blockchain, il libro contabile virtuale che registra tutti i movimenti effettuati nel sistema Ethereum. Non solo: molte nuove criptovalute fanno affidamento sulla tecnologia di Ethereum per funzionare, e gli Ether, la moneta di riferimento di questo sistema, sono spesso utilizzati per raccogliere fondi per nuovi progetti tecnologici. La sua moneta di riferimento è l’Ether. Il numero di transazioni finanziarie effettuate con questo sistema si attesta per ora sulle 20 al secondo, ma lo scopo dei suoi sviluppatori è raggiungere quota 56.000, superando addirittura la quantità di transazioni compiute da VISA. Secondo per capitalizzazione mondiale (27 miliardi di dollari contro i 54 del Bitcoin), Ether è considerato da molti il vero, nuovo successore del Bitcoin. Dopo un anno di grazia per la quasi totalità delle monete virtuali, nel gennaio 2018 la quotazione di Ether ha raggiunto il picco massimo di 1.368 dollari, per poi scendere e stabilizzarsi su un prezzo più contenuto. Oggi un Ether vale circa 679 dollari americani. Se ne trovano attualmente in circolazione circa 89 milioni, ma un tetto massimo di token, in realtà, non è stato fissato.

Ethereum, Ripple, Litecoin : come investire nelle criptovalute

Le principali e più importanti monete virtuali sono considerate un asset finanziario su cui è possibile fare trading, al pari delle monete classiche, dei titoli di borsa o di beni primari quali l’oro e il petrolio. Per iniziare ad investire nelle monete virtuali ci sono due opzioni, come nel caso degli altri asset finanziari: fare da soli, appoggiandosi eventualmente ad una piattaforma di trading online accreditata, o affidarsi ad un servizio di consulenza finanziaria. Quello votato come migliore servizio di consulenza italiano è Moneyfarm: le opinioni del 2016 gli hanno fatto ottenere questo titolo, che si è poi confermato negli anni successivi, fino ad oggi. Esempi a parte, la scelta di operatori e consulenti finanziari è ampia, e spesso, oltre ovviamente a selezionare enti competenti e riconosciuti dalla Consob, è interessante fare investimenti con quelli specializzati in trading con la moneta virtuale.

Per approfondire l’argomento, scopri con noi perché investire in criptomonete nel 2018 è un’opzione interessante per i trader.

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