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ShareRing: Una piattaforma blockchain per la sharing economy

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Uno dei maggiori potenziali della tecnologia blockchain è consentire una sharing economy più efficente per mezzo della decentralizzazione. Questo è esattamente quel che Sharering cerca di fare. In questo articolo ripercorreremo le caratteristiche e le potenzialità di questo progetto e scenderemo nei dettagli dei suoi token.

ShareRing Logo

I dettagli

ShareRing è una delle prime piattaforme al mondo create appositamente per consentire alle persone di condividere le cose tra di loro. Non c’è alcuna commissione o tasso di cambio di cui preoccuparsi. Non importa nemmeno cosa stai condividendo o da dove lo stai condividendo.

Fondamentalmente, le persone sono già abituate a condividere tutto, dalle auto alle case. Siamo in un mondo in cui le persone possono condividere praticamente qualsiasi cosa. Il problema è che in questo momento le piattaforme che consentono la codivisione sono divise per nicchia e centralizzate, oltre a comportare commissioni. Alcuni esempi sono dati da BlaBlaCar, Wimdu o Airbnb. Questo è esattamente quanto Sharering intende cambiare.

Sharering: Una piattaforma universale per la sharing economy

ShareRing, che intende diventare “l’Amazon delle condivisioni”, afferma che la sua piattaforma ShareLedger è la soluzione e costituisce la base per il “primo token di fiducia al mondo per i servizi di condivisione” che fornisce “un modo per pagare e per condividere tutto”. Dal noleggio, il prestito peer-to-peer, la ristorazione sociale e i gruppi di tour condivisi al freelancing, dallo scambio di libri e vestiti al car/bike sharing.

ShareRing App

Il cofondatore della startup, Tim Bos, ha spiegato:

“Mi sono reso conto di quanto spreco produciamo come società consumistica di massa e ho pensato che possiamo fare meglio di così solo sfruttando il reale potenziale della comunità degli affittuari, dei mutuatari e della condivisione.”

Il business model di ShareRing è confermato dai fatti. È in corso un cambiamento nel comportamento dei consumatori. Oggigiorno “l’accesso” non è più sempre preferito alla proprietà. Credito a tale tesi è dato dalla popolarità dei servizi di sharing centralizzati attualmente disponibili. Per giunta, Bos ha anche dichiarato:

“La partecipazione alla sharing economy è di circa il 20%, e questa percentuale aumenta con il diminuire dell’età. Quindi è ragionevole supporre che la sharing economy continuerà a prosperare anche in futuro.”

La piattaforma supporta anche le aziende oltre gli individui. In modo che le persone e aziende locali possano iniziare subito a condividere i contenuti a un prezzo conveniente per la prima volta nella storia. Questo con un solo servizio identificativo che consente, una volta verificato sul sistema, di non dover più inserire dati.

Questa piattaforma, in pratica, intende diventare l’infrastruttura alla base della sharing economy. A sottolineare questa posizione è la possibilità data ai partner di sviluppare “mini” applicazioni interne all’applicazione Sharering incentrate sui loro servizi.

I token SHRP ed SRH

I token che il sistema intende sviluppare e sfruttare sono due. Il primo, SharePay (SHRP), è la valuta di base che permetterà agli utenti di pagare l’utilizzo di beni di terzi. Il secondo, ShareToken (SHR), è l’utility token che consente proporre condivisioni nel registro ShareRing gestito dalla piattaforma ShareRing.

Questa architettura a due token è atta a ridurre l’esposizione a volatilità degli utenti. Inoltre gli utenti in questo modo non sono costretti di passare per un exchange di criptovalute per utilizzare il servizio (è supportata la carta di credito/debito).

Alcuni numeri

ShareRing è stata fondata nel 2017 da Tim Bos, Rohan Le Page, Peter David e Neville Christie. Il mese scorso è stato annunciato il completamento della sua campagna di investimenti per 3,8 milioni di dollari australiani. Si prevede l’emissione di 4 miliardi di token. Il limite massimo della raccolta fondi è 48 milioni di dollari USA per il Token Generation Event. La prevendita di ShareRing è già iniziata con un prezzo di USD 0,02 per ShareToken. L’evento principale dell’ICO inizierà il 7 maggio e durerà quattro settimane.

In conclusione ShareRing sembra essere un progetto dal caso d’utilizzo e business model decisamente interessanti e dall’alto potenziale. Per chi fosse interessato ad investire in questo progetto sul loro sito sono presenti ulteriori informazioni a riguardo di come fare mentre chi fosse in cerca di ulteriori dettagli potrebbe voler leggere il loro whitepaper.

 

ShareRing: Una piattaforma blockchain per la sharing economy
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