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Si riducono i crimini legati alle criptovalute nel 2020: report di Chainalysis

Diminuiscono i crimini legati alle criptovalute nel 2020 ma attirano comunque i criminali a causa della natura anonima delle transazioni

Le attività criminali che si legano all’uso delle criptovalute sono diminuite nel 2020, rappresentano solo lo 0,34% del volume totale delle transazioni in criptomoneta. Lo rivela Chainalysis in un report dal titolo “Sintesi dei crimini cripto: Truffe e mercati Darknet dominano nel 2020 con forti entrate, ma i Ransomware sono la storia più grande”.

Secondo la società di analisi blockchain, nel 2019 le attività criminali rappresentavano il 2,1% del volume totale delle transazioni in crypto. Nel 2019 i criminali hanno scambiato criptomonete per un valore di 21,4 miliardi di USD. Tuttavia questa cifra è diminuita drasticamente lo scorso anno poiché le attività criminali hanno rappresentato solo lo 0,34% del volume totale delle transazioni di criptovalute. Dal punto di vista monetario, questa percentuale rappresenta solo 10 miliardi di USD.

La società di analisi ritiene che il calo della percentuale di attività criminosa sia dovuto all’espansione complessiva dell’economia criptovalutaria. Il mercato delle altcoin è quasi triplicato tra il 2019 e il 2020 come bitcoin e altre criptovalute che hanno goduto di un 2020 stellare.

Nel 2019 le truffe sono state il crimine numero uno per le criptovalute. Lo stesso è avvenuto anche nel 2020, ma nell’ultimo anno l’importo totale raccolto dai truffatori è diminuito drasticamente. Lo schema Ponzi Plus Token ha preso più di 2 miliardi di USD da milioni di vittime nel 2019.

Crimini crypto e relative transazioni in percentuale. Fonte: Chainalysis blog

Il grafico sopra riportato mostra che il ransomware è un’altra fonte popolare di transazioni illegali cripto, mentre prima non si usava affatto. Nel 2019 le transazioni in criptovaluta relative al ransomware erano del 7%, ma questa attività criminale è aumentata del 311% nel 2019 rispetto a prima, superando la soglia del miliardo di dollari. Chainalysis sostiene che i casi di riscatto potrebbero essere più elevati a causa del basso tasso di denuncia.

“Nessun’altra categoria di cripto-criminalità basata sulle criptovalute è cresciuta in modo così drammatico nel 2020, poiché il lavoro da casa imposto dalla Covid-19 ha proposto nuove vulnerabilità per tante società”, ha aggiunto Chainalysis.

A parte le truffe la maggior parte delle attività illegali che coinvolgono le criptovalute provengono dal darknet, che rappresenta la seconda categoria di attività criminali. Nel 2020 il mercato darknet ha rappresentato 1,7 miliardi di USD di attività, rispetto agli 1,3 miliardi di USD dell’anno precedente.

La società di analisi blockchain ha anche evidenziato il pericolo di attacchi ransomware e i loro effetti sui governi e sulle imprese. “Se consideriamo le perdite economiche totali non solo per i pagamenti, ma anche per le imprese e i governi che sono stati messi offline negli attacchi, alcuni esperti stimano che il riscatto costa 20 miliardi di USD in perdite economiche nel 2020”, ha concluso Chainalysis.

Sarebbe interessare seguire il modo in cui il settore delle criptovalute limita le transazioni legate alle attività criminali, dato che i prezzi delle criptomonete continuano a salire e fissano nuovi massimi storici.