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Telegram proibito in russia: Il motivo è l’ICO di TON?

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Telegram ha raccolto un totale di 1,7 miliardi di dolalri per mezzo di due cicli di investimento privati. D’altro canto, il progetto ha raccolto tanti fondi da investitori privati che non sarebbe sorprendente se non ci fosse più affatto un ICO pubblico. Secondo le ultime dichiarazioni degli ufficiali questa è la ragione alla base del divieto del servizio di messaggistica. Questa tesi è in contrasto con la versione fornita da funzionari russi. La loro versione invece cita il rifiuto di Pavel Durov di fornire alle autorità un modo per decifrare i dati degli utenti. Questo è stato riferito da un media locale, RBK,  il venerdì 20 aprile.

I dettagli

Secondo una copia di una lettera ottenuta da RBK, presumibilmente dal dipendente Roman Antipkin del 12° centro del Servizio federale di sicurezza (FSB), che supervisiona il Sistema per le attività investigative operative (SORM), la possibilità di un “sistema finanziario completamente incontrollato” è la reale causa del blocco:

“Onorevoli colleghi,non è affatto di questo che si tratta, non capite! La storia non riguarda le chiavi [di crittografia] e il terrorismo […] Pavel Durov ha deciso di diventare il nuovo Mavrodi (truffatore finanziario russo). Dopo aver lanciato la sua criptovaluta, otterrà un sistema finanziario completamente incontrollabile in Russia. E questo non è un Bitcoin per gli emarginati, sarà semplice, affidabile e incontrollabile. Questa è una minaccia per la sicurezza del paese […] Tutte quelle droghe, il denaro contante, il commercio di organi passeranno attraverso la criptovaluta di Pavel, e lui dirà: “Non ho nulla a che fare con questo, si dovrebbero vietare le parole, questo è ciò che usano i terroristi.”

Secondo RBK, l’autenticità della lettera è stata confermata da tre di cui non è stata fornita l’identità, tra cui un funzionario federale, un top manager di una società di telecomunicazioni e un corrispondente RBK di un’organizzazione quasi governativa. Antipkin stesso ha dichiarato a RBK al telefono che non avrebbe “dato alcun commento e non capisce di cosa [RBK] sta parlando”.

Un provvedimento inutile?

Il divieto di Telegram, entrato in vigore il 16 aprile, ha portato al blocco di quasi 20 milioni di indirizzi IP (Google e Amazon Internet Protocol) nel tentativo di impedire agli utenti di eludere il blocco. Tuttavia, il divieto non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo principale. Infatti Durov ha riferito che Telegram non ha registrato cali significativi nell’attività degli utenti dopo il divieto. Questo in quanto molti utenti possono invece contare su VPN e proxy per continuare a utilizzare l’applicazione di messaggistica. Il messaggio di Durov sul suo canale Telgram è il seguente:

“Negli ultimi 24 ore Telegram è stato vietato dai fornitori di servizi Internet in Russia. La ragione è il nostro rifiuto di fornire chiavi di crittografia alle agenzie di sicurezza russe. Per noi è stata una decisione facile. Abbiamo promesso ai nostri utenti la privacy al 100% e preferiremmo cessare di esistere piuttosto che violare questa promessa.

Nonostante il divieto, non abbiamo visto un calo significativo nel coinvolgimento degli utenti fino ad ora, dal momento che i russi tendono ad aggirare il divieto con VPN e proxy. Abbiamo anche fatto affidamento su servizi cloud di terze parti per rimanere in parte disponibili per i nostri utenti. Grazie per il vostro sostegno e fedeltà, gli utenti russi di Telegram. Grazie, Apple, Google, Amazon, Microsoft – per non aver partecipato alla censura politica.”

Una sfida da Durov ai governi totalitari – Sostegno ai mezzi per sfuggire alla censura

Pavel ha poi dichiarato di aver sostenuto, per mezzo di Bitcoin, fornitori di servizi proxy e VPN. Questo è un affronto, giustificato, diretto ai governi totalitari che non rispettano la privacy e la libertà dei loro cittadini. Inoltre, parte del progetto TON di Telegram è appunto fornire una rete VPN/Proxy decentralizzata, incensurabile e sicura. Anche queste forti prese di posizione sono tra le ragioni per cui questo progetto appare tanto attraente ed interessante.

“La Russia rappresenta circa il 7% della base utenti di Telegram, e anche se perdiamo l’intero mercato, la crescita organica di Telegram in altre regioni compenserà questa perdita nel giro di un paio di mesi. Tuttavia, è importante per me personalmente assicurarmi di fare tutto il possibile per i nostri utenti russi.

Per sostenere la libertà di Internet in Russia e altrove ho iniziato a dare sovvenzioni bitcoin a individui e aziende che gestiscono proxy socks5 e VPN. Sono felice di donare milioni di dollari quest’anno a questa causa, e spero che altri seguiranno. Ho chiamato questa Resistenza Digitale – un movimento decentralizzato che rappresenta le libertà digitali e il progresso a livello globale.”

D’altra parte, molte imprese russe hanno riferito di aver perso il servizio in quanto i loro indirizzi IP sono stati inavvertitamente bloccati, compresi i tempi di inattività riportati dal sito web del Servizio federale Roskomnadzor, che è stato il regolatore che ha ordinato il divieto in primo luogo. Lo stesso governo russo ha giocato con l’idea di rilasciare la propria criptovaluta, il cryptoruble, che ora è impostato per il lancio a metà 2019.

Conclusione

Le dichiarazioni incoerenti suggeriscono una conclusione: Il reale motivo sono le chiavi di crittografia non fornite alle autorità russe. Questa conclusione pare particolarmente sensata se si considera quanto appare “strana” la decisione di proibire Telegram per un sistema che intende sviluppare ma è ancora lontano dall’esistere, per non parlare dell’essere reso disponibile. Il motivo più probabile di queste più recenti dichiarazioni è cercare una motiazione ufficiale per il divieto che appaia meno despotica.

Questo accade nella situazione sempre pià tesa in cui Google decide di sospendere il servizio di domain fronting. Un importante servizio anticensura. Snowden ha twittato a riguardo:

I tweet tradotto significa:

“Google sta uccidendo una protezione assolutamente critica per le persone in luoghi come Iran, Cina e Russia che cercano di raggiungere notizie senza censure e chattare. Il fatto che questo possa scivolare senza alcuna opposizione da parte dei responsabili politici statunitensi è l’epitaffio più grave dell’agenda statunitense per la libertà su Internet.”

Queste notizie ci fanno capire quanto è importante seguire la decentralzzazione per mezzo di tecnologie come la Blockchain e le criptovalute. Nessuno dovrebbe avere il potere di decidere a quali informazioni abbiamo accesso o dei nostri fondi. Sono semplicemente poteri troppo grandi perché si possano affidare a qualcuno e poi semplicemente sperare questo non ne abusi. Ma, come ha detto anche Snowden stesso, non basta il Bitcoin.

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