Ucraina considera il mining delle criptovalute per gestire l’eccesso di elettricità

Il governo ucraino considera d’investire nel mining delle criptovalute come forma di gestione dell’energia elettrica in eccesso nella rete.

Il mining è energeticamente intensivo.
Il surplus di energia causato dalla pandemia ha fatto sì che il governo ucraino prendesse in considerazione l’avvio di un’attività nel mining delle criptovalute.

A causa del surplus di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari ucraine, il Ministero dell’Energia ucraino valuta la possibilità di reindirizzare queste risorse verso l’estrazione di criptomonete.

Il mining di criptovaluta è noto essere un’attività consumatrice d’energia. I miner devono usare grandi quantità di potenza computazionale per verificare le transazioni sulla blockchain di Bitcoin. Ciò può essere eseguito grazie ad imponenti e sofisticati sistemi hardware. In passato gli ambientalisti hanno espresso le loro preoccupazioni sulle emissioni di CO2 rilasciate dall’hardware come risultante del lavoro svolto.

Max Krause e Thabet Tolaymat, due ricercatori indipendenti, hanno calcolato che generare 1 dollaro in BTC può richiedere fino a 17 megajoule di potenza computazionale. Questo calcolo non tiene conto dell’energia usata per le attività periferiche come il raffreddamento dei computer e degli altri accessori.

È un netto contrasto con i 5 megajoule necessari ad estrarre 1 dollaro di oro, o i 7 megajoule necessari per estrarre un simile valore in platino.

In un comunicato stampa rilasciato dal ministro, il governo ha sottolineato il fatto che la malattia da COVID-19 ha provocato un eccesso di energia prodotta dalle centrali nucleari a causa del mancato consumo nel paese.

Il governo ucraino crede che una soluzione possibile sia l’uso dell’elettricità in eccesso dirottandola verso il mining delle criptovalute.

“Questo non solo permette di mantenere il carico garantito sulla centrale nucleare, ma permetterà alle aziende anche di raccogliere guadagni aggiuntivi”, si legge nel messaggio.

Ciò fa seguito a un annuncio del governo dello scorso febbraio che dichiarava l’industria del mining delle criptovalute come da non regolamentare.

L’Ucraina sembra accogliere con favore l’integrazione delle criptomonete, e il governo ha dichiarato che i suoi obiettivi per il settore digitale sono rivolti al sostegno delle tecnologie decentralizzate.

Il governo progetta la creazione di uno spazio in cui “la formazione e l’attuazione di politiche statali nel campo della digitalizzazione, dell’economia digitale, dell’innovazione digitale, dell’e-governance e dell’e-democrazia, dello sviluppo della società dell’informazione; assicurando lo sviluppo di asset virtuali, della blockchain e della tokenizzazione, dell’intelligenza artificiale” possano prosperare nell’economia locale.

Prima di questa iniziativa, le centrali elettriche sono state usate in passato per estrarre criptomoneta. Un articolo del Cointelegraph di marzo riporta che una centrale elettrica privata situata nella regione Finger Lakes di New York ha integrato il mining di bitcoin all’attività aggiungendo 50mila USD di guadagni giornalieri.

Tuttavia questa è la prima volta che una tale iniziativa viene promossa da un’autorità governativa.