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Unione Euopea: Sì a norme più severe sulle criptovalute

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Il parlamento europeo ha appoggiato un’iniziativa volta ad avviare la regolamentazione delle criptovalute. Giovedì i membri del parlamento hanno votato a larga maggioranza a favore di un accordo con il Consiglio europeo del dicembre 2017 per misure volte. In parte, l’accordo è atto a prevenire l’uso delle criptovalute nel riciclaggio di denaro e nel finanziamento del terrorismo.

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I dettagli

I membri del parlamento hanno passato la mossa con 574 voti sì a 13 no voti, con 60 astensioni, secondo un comunicato. La nuova normativa mira ad affrontare il problema dell’anonimato delle nuove tecnologie finanziarie. Questo mediante l’attuazione di norme per gli exchange di criptovalute, le piattaforme e i fornitori di portafogli. In base a tali misure, tali soggetti devono essere registrati presso le autorità. Questo oltre dover applicare le procedure di dovuta diligenza, compresa la verifica della clientela.

Secondo la pubblicazione, la direttiva aggiornata entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. In seguito, gli Stati membri dell’UE avranno 18 mesi di tempo per recepire le nuove norme nel diritto nazionale.

Norme più severe per il settore

Il membro del Parlamento europeo (MEP) e correlatore, Krisjanis Karins, ha detto nel comunicato:

“Il comportamento criminale non è cambiato. I criminali sfruttano l’anonimato per riciclare i loro proventi illeciti o finanziare il terrorismo. Questa legislazione contribuisce ad affrontare le minacce che incombono sui nostri cittadini e sul settore finanziario. Questo consentendo un maggiore accesso alle informazioni sulle persone che stanno dietro alle imprese e inasprendo le norme che disciplinano le valute virtuali e le carte prepagate anonime.”

Un’altra correlatrice e parlamentare, Judith Sargentini, ha detto che “miliardi di euro” vengono persi ogni anno a causa del riciclaggio di denaro, del finanziamento del terrorismo e dell’evasione ed elusione fiscale. Inoltre, Sargentini aggiunge che il denaro “dovrebbe andare a finanziare i nostri ospedali, le nostre scuole e le nostre infrastrutture”. Sempre Judith chiarisce:

“Con questa nuova normativa, introduciamo misure più severe. Queste ampliano l’obbligo delle entità finanziarie di svolgere un’attività di dovuta diligenza nei confronti della clientela.”

L’accordo di consenso del Consiglio europeo di dicembre ha inoltre proposto una serie di nuove sanzioni. Queste sono sanzioni a livello dell’UE per le persone condannate per riciclaggio di denaro. La misura ha segnato “una pietra miliare importante nella lotta contro la criminalità organizzata a livello europeo”, ha affermato un relatore all’epoca.

Conclusione

Queste sono notizie decisamente importanti per la comunità delle criptovalute presente in UE. In realtà queste non sono notizie univocamente negative. D’una parte gli exchange e molte startup/aziende saranno costrette a sostenere nuove procedure. Queste di certo comporteranno un certo costo e potrebbero risultare “pesanti”. Degna di nota è la presenza di exchange quali Huobi che si sono mostrati decisamente ben prestati a applicare qualunque regolamentazione aprendo filiali in Europa. Ma d’altronde questi provvedimenti impediranno usi illeciti delle criptovalute. Simili utilizzi danneggiano la comunità e potrebbero spingere i legislatori alla creazione di norme ben peggiori. È chiaro quindi sia presente anche un aspetto positivo.

A lungo andare, queste tecnologie si fonderanno con la finanza tradizionale, almeno in buona parte. Non dobbiamo quindi soprenderci se caratteristiche dell’una subentrano nell’altra. Infondo, queste norme non dovrebbero apportare grandi cambiamenti per quanto riguarda chi investe in criptovalute.

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