Uomo accusato di cripto schema multimilionario

Douglas Jae Woo Kim è accusato di frode telematica per aver chiesto soldi ad amici e familiari e averne incanalato più della metà in siti di gioco d’azzardo.

Uomo ascolta il giudizio
Da inizio pandemia si è registrato un aumento dei crimini attraverso le criptovalute in tutto il mondo

Douglas Jae Woo Kim della città di New York City è stato arrestato lo scorso giovedì 16 luglio con l’accusa di frode telematica in relazione ad uno schema che prevedeva di frodare gli investitori per un valore complessivo di 4,5 milioni di dollari in crypto asset.

Secondo il comunicato stampa dell’ufficio del Procuratore degli USA del Distretto Nord della California, il 27enne Kim ha fatto credere ai suoi amici e alla sua famiglia che stesse commerciando in criptovalute e ha chiesto loro prestiti allo scopo di sostenere la sua attività.

Il rapporto fornisce un quadro completo di come Kim ha usato Ethereum e Bitcoin per finanziare le transazioni per il suo schema e viene spiegato anche come Kim abbia trasferito fondi delle vittime verso siti di gioco d’azzardo online a loro insaputa in varie occasioni.

Secondo la denuncia, Kim nell’ottobre del 2017 ha contattato una delle sue vittime per chiedere un prestito a breve termine per quella che ha descritto come “una operazione abbastanza modesta” nel settore delle criptovalute. Kim è riuscito a convincere la vittima che aveva già guadagnato tra i 300mila e i 400mila dollari in diverse operazioni e l’aveva rassicurata che lo schema “non sarebbe stato molto rischioso”.

Dopo che Kim ha ricevuto i fondi dalla vittima, ha proceduto a trasferire circa la metà dei bitcoin a un casinò per effettuare una scommessa sportiva al di fuori degli USA.

Il comunicato afferma che Kim è riuscito a raccogliere oltre 4,5 milioni di dollari dalle sue vittime in crypto asset, incanalando la maggior parte di tali fondi in siti di gioco d’azzardo.

L’imputato è stato accusato di frode telematica e, se condannato, potrebbe trascorrere in carcere fino a 20 anni.

A maggio, Vitalii Antonenko, sempre di New York, è stato accusato di hacking e di traffico di dati di carte di credito rubate e di riciclaggio di denaro sporco usando bitcoin. Il 28enne è stato arrestato a marzo 2019, al suo arrivo all’aeroporto JFK di New York con provenienza dall’Ucraina, con l’accusa di riciclaggio di denaro sporco. Due agenti sotto copertura erano riusciti a collegare Antonenko a due wallet bitcoin usati in varie transazioni del valore totale di 94 milioni di dollari.

La denuncia descrive nel dettaglio come Antonenko, insieme a diversi cospiratori ha setacciato internet alla ricerca di reti informatiche vulnerabili che potevano contenere i dati delle carte di credito e di debito.

Una volta ottenuti tali dati il gruppo ha venduto le informazioni rubate attraverso i mercati della darknet, dove viene trafficato ogni sorta di beni illegali, droghe e armi da fuoco.

Chainalysis, una società di analisi di criptovalute e blockchain, ha evidenziato che l’attività criminale che fa uso di bitcoin ha raggiunto il picco storico lo scorso gennaio.

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